Visualizzazione post con etichetta Yasunari Kawabata. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Yasunari Kawabata. Mostra tutti i post

giovedì 6 giugno 2019

Prima neve sul Fuji (Pt.2)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI 

Un altro romanziere, Kazumi, è il protagonista di “Yumiura”. Una donna gli fa visita e gli dice di averlo conosciuto a Yumiura, dove abitava prima di sposarsi, circa trent’anni prima, snocciolando nomi e date e molti altri dettagli. Addirittura, all’epoca Kazumi le avrebbe chiesto di sposarlo, e dopo tanto tempo la donna lo ricorda ancora con molto affetto, al punto da aver intrapreso quel viaggio proprio allo scopo di poterlo rivedere e parlare con lui. Kazumi invece non ricorda affatto quella donna, e consultando un atlante non riesce nemmeno a trovare alcuna traccia di una città chiamata Yumiura nel Kyūshū. Certo, ciò che la donna racconta potrebbe essere una fantasia o il frutto di una mente malata… oppure, quello dei ricordi è un labirinto che divide le persone, e nel quale certi fatti ci sono o non ci sono accaduti a seconda che li ricordiamo o meno. Forse ciò che non conserviamo nella memoria non è mai avvenuto, ed è questo il motivo per cui non è mai possibile condividere con altri il nostro personale mondo dei ricordi. 

domenica 2 giugno 2019

Prima neve sul Fuji (Pt.1)

Il post di oggi vuole onorare un impegno preso con me stesso (ma anche con voi) molto tempo fa e poi rimasto disatteso senza un vero perché. Oggi dunque vi parlerò di “Prima neve sul Fuji”, una raccolta di racconti di Yasunari Kawabata risalente al 1958, ma resa disponibile ai lettori italiani soltanto nel 2000 da Mondadori. 
Avendo ripreso in mano questo volume a distanza di anni dalla prima lettura, mi sono reso conto che alcuni di questi racconti erano ancora ben impressi nella mia mente mentre due o tre li ricordavo appena, e fin qui nulla di strano, se non fosse che in tutti, oltre a una prosa lieve e scorrevole, sono centrali i rapporti umani e i sentimenti, non per forza amorosi, mescolati a temi come la comunione con la natura, il trascorrere del tempo, la vecchiaia e la morte, l’espressione artistica (alcuni dei personaggi principali sono scrittori e probabili alter ego dell’Autore); e questo rende ognuno di loro, anche quelli secondo me meno riusciti, a suo modo diverso e unico. Inoltre credo, anche se forse questo è un altro pensiero banale, che il ritratto dell’umanità che emerge da questi racconti sia universale ma allo stesso tempo sottolinei quelle che per noi sono le maggiori peculiarità giapponesi. 

venerdì 18 luglio 2014

I libri di questa estate 2014 (Pt.2)

Prosegue e si conclude oggi la piccola presentazione dei libri che mi hanno accompagnato quest’estate in vacanza. Per chi si fosse perso la prima parte con tutte le relative chiacchiere introduttive, suggerisco di fare un salto prima qui, dopodiché ritornare indietro e proseguire con questa seconda parte.
Una seconda parte che arriva praticamente due settimane dopo la fine delle vacanze e che, se aspettavo ancora un po’ a scriverne, c’era il rischio che mi resettassi completamente la memoria. Anche perché, come dicevo la volta scorsa, gli impegni di lavoro mi hanno subito travolto, azzerando completamente quel piccolo “pieno di benzina” che il sole di Karpathos mi aveva regalato. Spedito di qua e di là come un pacco postale, da quando sono rientrato praticamente ho passato più notti in albergo che a casa. Anche in questo preciso momento, mentre il post si pubblica automaticamente, il sottoscritto dovrebbe trovarsi da qualche parte in Emilia Romagna (non troppo lontano dal mare, ma vestendo un abbigliamento non proprio ideale per il periodo). 
Vacanze finite, come dicevo, ma solo per il momento. Ho ancora una settimanina arretrata da giocarmi e pensavo di conservarmela per settembre, per poter assaporare l’ultimo sprazzo di libertà prima di rituffarmi nel malefico e interminabile inverno. Ci sono diverse idee che stanno facendo di tutto per venire a galla nella mia mente. L’unica cosa certa è che non sarà un’altra settimana di mare. Basta mare per quest’anno! Non dico nient’altro per una semplice questione di scaramanzia ma, se un viaggetto andrà in porto, lo saprete senz’altro a tempo debito.
Ed è quindi illuminato da quella piccola luce in fondo al tunnel che oggi mi rimetto qui a scrivere delle mie recenti letture estive. A proposito di “TUNNEL”…..

venerdì 25 ottobre 2013

La casa delle belle addormentate

Oltre quarant’anni fa, esattamente il 9 giugno 1972, fu pubblicato sul settimanale “Il mondo” un interessante articolo nel quale veniva riportato un simpatico aneddoto sulla percezione della letteratura giapponese da parte di noi occidentali. Spunto della riflessione fu il clamore che seguì la scomparsa dello scrittore giapponese Yasunari Kawabata, avvenuta solo poche settimane prima.
Il redattore dell’articolo riferiva un fatto al quale era stato testimone quattro anni prima a Dorchester, nel corso di un festival dedicato al poeta e scrittore britannico Thomas Hardy.
Nel corso delle celebrazioni, alle quali erano presenti quasi esclusivamente scrittori inglesi, qualcuno, sorpreso della presenza di una delegazione giapponese, disse: “Hardy è uno scrittore troppo legato al proprio angolo di mondo per poter essere capito da stranieri così “stranieri” come sono i giapponesi”. Uno di loro reagì con molta finezza a quella stupida villania. “Certo la regione in cui Hardy ha ambientato le sue storie è completamente estranea ad un giapponese, ma non gli sono estranei i sentimenti che il grande scrittore inglese ha fatto vivere attraverso le sue storie.”
Il lungo articolo, del quale vi risparmio i dettagli, si chiuse con un‘interessante riflessione: “Non badate alle forme artificiali del vivere, ma addentratevi nel cuore delle cose, nella sostanza della vita". Il redattore a cui dobbiamo queste semplici, ma al tempo stesso illuminanti parole, si chiamava Carlo Cassola.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...