Noi Ventriloqui Maggiori siamo accoliti del Ventriloquo Definitivo. Noi Ventriloqui Maggiori siamo catatonici, svuotati delle illusioni dell'individualità e dell'identità. Noi Ventriloqui Maggiori non agiamo più in alcun modo fisico. (Jon Padgett)
Arrivare in ritardo è sempre stata una delle caratteristiche salienti di questo blog. Quasi una “feature”, sebbene poco invidiabile. Ciò avviene non tanto perché tendo a non accorgermi di quel che mi succede attorno, bensì per quella proverbiale pigrizia che è la causa del trascorrere di intere ere geologiche tra il materializzarsi di un’idea e la sua realizzazione. Con il post di oggi riesco a battere addirittura due record, uno opposto all’altro: l’eccessivo anticipo e l’eccessivo ritardo. Come si spiega questa singolarità è presto detto: parlo di “eccessivo anticipo” perché ho comprato e letto “The secret of Ventriloquism” (Dunhams Manor Press) di Jon Padgett in inglese all’inizio dell’anno, poche settimane prima che i tipi delle Edizioni Hypnos se ne uscissero con l’annuncio dell’acquisizione dei diritti dell’opera e della conseguente traduzione; parlo di “eccessivo ritardo” perché tecnicamente avrei avuto mesi di tempo a disposizione per mettermi a scrivere questo articolo e arrivare a pubblicarlo in sincrono con l’uscita nelle librerie dell’antologia dell’autore americano, avvenuta lo scorso giugno.