lunedì 26 settembre 2022

Ju-On: the Grudge - 1 & 2

Utilizzando apparecchiature low budget, e senza fare troppo affidamento su trucchi gore grossolani, Shimizu cattura l'essenza dell'orrore con un'esecuzione registica decisamente impeccabile, facendo leva sulle atmosfere e su quel senso di terrore e disperazione che è presente, seppur latente, in situazioni quotidiane che normalmente non vengono associate all'orrore. 
Non è nemmeno necessaria l’oscurità per trasformare un ambiente in un luogo di terrore e, infatti, la maggior parte delle scene sono girate in pieno giorno. Shimizu si è rivelato inoltre un maestro nell'arte di stuzzicare lo spettatore attraverso l’utilizzo di angoli di ripresa particolarmente suggestivi, che ci invitano ad abbassare le difese e presumere che il peggio sia finito, quando in realtà il jump scare è giusto dietro l’angolo. 
È davvero sorprendente quanta paura Shimizu sia in grado di generare con così poco a sua disposizione. 

Il primo lungometraggio “Ju-On: The Grudge” sbarca nelle sale cinematografiche giapponesi nel gennaio 2003, tre mesi dopo la première allo Screamfest Horror Film Festival di Los Angeles (CA). Un secondo capitolo, “Ju-On: The Grudge 2”, lo seguirà a ruota nel mese di agosto, anch’esso dopo un primo passaggio oltre confine nel corso dell’Hamburg Fantasy Filmfest di quell’anno. 

giovedì 22 settembre 2022

L’estetica di Kayako

Acconciatura tipica del periodo Heian
Impossibile introdurre colui che ha ideato e realizzato la saga di Ju-On senza prima un cappello iniziale sullo scenario che ha portato a quel fenomeno di massa di fine anni Novanta che conosciamo come “J-Horror”. In verità l’argomento lo avevo già affrontato marginalmente in passato e, sicuro, fu in occasione dello Speciale Ghost in the Well (se la memoria non m’inganna, forse anche da qualche altra parte), per cui una nuova introduzione dovrebbe tentare un approccio diverso, meno didascalico.
Anche perché nel corso di questi ultimi vent’anni il fenomeno è stato così tante volte analizzato e sviscerato in ogni suo aspetto che chiunque oggi, in Occidente, ha ormai imparato a riconoscerne le caratteristiche, amandolo o odiandolo. È tuttavia anche vero che, se provassi a fare delle domande in giro, otterrei per un buon 90% una definizione piuttosto vaga di “film con fantasma femminile, dedito alla vendetta, con veste bianca e lunghi capelli neri spettinati”. 

domenica 18 settembre 2022

Ju-On: the Curse - 1 & 2

A curse of one who dies with strong resentment accumulates in the place where the dead were while alive and turns into "Karma". He who comes in contact with the curse loses his life, and a new curse is born. 

Ju-On usa il concetto di modularità, in cui la narrazione è costituita, appunto, da più moduli o segmenti narrativi, a ognuno dei quali è assegnato un titolo che rimanda al personaggio che ne è il protagonista principale. Tale struttura simula il formato "capitolo" del DVD, tipicamente usato dagli utenti per andare a ripescare le scene da lui ritenute più interessanti o, talvolta, per guardare lo spettacolo in modo intermittente. La maggior parte degli spettatori dell'home theater, al contrario del formato cinema in cui il prodotto viene consumato dall’inizio alla fine, apprezza particolarmente la possibilità di poter interrompere la visione in funzione delle sue necessità quotidiane, quali possono essere per esempio i pasti, e un sistema modulare gli permette di risparmiare tempo. Il formato frammentato del film Ju-On si adatta quindi perfettamente a questo tipo di utilizzatore, che è alla ricerca di un appagamento breve e immediato, soddisfatto in questo caso da ogni breve segmento isolato. Questa struttura verrà eliminata nel remake di Hollywood The Grudge, particolare, questo, che rivela il drastico cambiamento di target, puntando non più su coloro che prediligono la visione domestica, quanto su coloro che preferiscono una visione ininterrotta sul grande schermo. 

mercoledì 14 settembre 2022

Punti di rottura (Pt.2)

Proseguendo il discorso iniziato la volta scorsa, concentriamoci adesso su una quarta categoria, identica alla precedente se non per il fatto che l’elemento scatenante si risolve con la morte del soggetto. È la categoria in cui rientrano praticamente tutti i soggetti che includono un elemento soprannaturale. 

domenica 11 settembre 2022

Punti di rottura (Pt.1)

La volta scorsa abbiamo visto come odio e aggressività abbiano origine in aree distinte del cervello; ciò ci consente di saltare alla conclusione che il risentimento abbia bisogno di una molla razionale per trasformarsi in un’azione tesa a nuocere all’oggetto del nostro odio. Ma è proprio vero? Senza la pretesa di fare un lavoro che non è affatto il mio, quello dello psicopatologo, mi limiterò a giocare nel campo dell’ipotetico, andando ad analizzare alcuni casi emblematici di pura fantasia: quelli che ci ha regalato il cinema, in generale, e il genere horror in particolare. 

mercoledì 7 settembre 2022

Speciale Rancore

La morte porta il più grande mutamento che sia mai stato visto. Mentre in generale lo spirito rimosso dal corpo ritorna alla sua origine, ed a volte appare nella forma del corpo che lo portava, è successo anche che il corpo abbia camminato senza lo spirito. Questi incontri sono attestati da chi ha vissuto abbastanza da poter affermare che un cadavere, così risorto, non ha affetti naturali, né ricordi, ma solo odio. Si sa anche che alcuni spiriti che in vita erano benigni, sono divenuti maligni dopo la morte.
(Ambrose Bierce)

òdio s. m. [dal lat. odium, der. di odisse «odiare»]. – 1. Sentimento di forte e persistente avversione, per cui si desidera il male o la rovina altrui; o, più genericam., sentimento di profonda ostilità e antipatia: concepire, nutrire, covare o. contro qualcuno; portare o. a qualcuno; avere in o. qualcuno o avere qualcuno in o.; prendere in o. qualcuno, cominciare a odiarlo; essere, venire in o. a qualcuno (fig., essere in o. ai numi, alla sorte, al destino, averli nemici, essere sventurato; essere in o. a Dio e agli uomini, essere perseguitato, malvoluto da tutti); o. cieco, bestiale, feroce, accanito, mortale, implacabile; essere spinto, animato da o.; essere accecato dall’o.; 

rancóre s. m. [lat. tardo rancor -ōris, der. di rancere «essere rancido» (è quindi, propr., l’astratto di rancidus)]. – Sentimento di odio, sdegno, risentimento profondo, non manifestato apertamente, ma tenuto nascosto e quasi covato nell’animo: avere, nutrire, serbare r. contro qualcuno; il suo sordo r., a lungo nascosto e frenato, esplose improvvisamente; 

mercoledì 31 agosto 2022

Traditi dalla fretta #31

"Settembre è il mese del ripensamento" - cantava un tizio tanti anni fa - un mese in cui "ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità". Non c'è in realtà molto a cui ripensare né tanto mano qualcosa da ricominciare. Tutto è esattamente uguale a quando decisi, ormai quasi due mesi fa, di staccare la spina dalla socialità. Altre volte in passato mi era capitato di ritrovarmi dove mi trovo oggi a tirare le somme di un'estate di vacanze passata troppo in fretta, come "l'ala del tempo che la guardi ed è già lontana". 
Ma "noi si lavora, Agosto, nelle stanche tue lunghe oziose ore" e questi due mesi di silenzio sono volati come se nemmeno fossero esistiti. Ho osservato gente partire e altra gente ritornare e tutti prima o poi mi chiedevano cosa ci facessi imperterrito dietro la scrivania di un ufficio. La risposta non esiste. O meglio, non esiste una risposta che possa risultare comprensibile e condivisibile. Le ragioni sono tante, anzi è una sola, e credo che un giorno non molto lontano la risposta sarà servita lo stesso, anche se non verrà da me.
Avevo promesso che il blog avrebbe riaperto e così sto facendo oggi. Non so quanto durerà ma "quelle lunghe oziose ore", che tali non sono state, mi hanno comunque regalato piccoli sprazzi di creatività che mi hanno permesso di completare un progetto che avevo iniziato più o meno due anni fa e a cui forse avevo anche accennato. Due anni sono un'eternità rispetto ai miei standard di un tempo, ma i tempi sono cambiati e il blogger che c'era una volta non esiste più o, se esiste, è abilmente nascosto sotto strati e strati di polvere. Riprendiamo, come di consueto, con una nuova puntata di "Traditi dalla fretta" che, senza indugio alcuno, svela immediatamente le carte.

martedì 9 agosto 2022

Long Dream

We are such stuff as dreams are made on, and our little life is rounded with a sleep. (William Shakespeare, The Tempest IV.i.148–158) 

Quanto dura un sogno? Questa è la domanda che mi pongo ed è anche quella che si è posto una ventina di anni fa il mangaka Junji Ito, autore della graphic novel che è stata in seguito d’ispirazione a Higuchinsky, lo stesso regista che solo qualche mese prima aveva diretto l'adattamento di "Uzumaki" dello stesso Ito. Parleremo anche del film tra poco ma, per farlo, occorre avventurarsi in una lunga premessa1.

Non starò ad annoiarvi con barbosi concetti freudiani, quelli secondo i quali i sogni sono “una via diretta all'inconscio”, ma un po’ di roba tecnica è comunque necessaria. Tanti anni fa, agli albori del blog, ebbi modo di parlare di sogni lucidi e di scambiare commenti, non ricordo se qui o altrove, con blogger parimenti interessati all’argomento. Una delle domande più comuni, oltre alle classiche “quando si sogna” e “come faccio a capire che sto sognando”, era strettamente legata alla durata apparente di un sogno.

lunedì 4 luglio 2022

Traditi dalla fretta #30

Un po' svogliatamente, soffocato da un caldo infernale, ritorno con nuova puntata di "Traditi dalla fretta" dopo oltre tre mesi di latitanza. Sono stato poco attento, in questi ultimi tempi, alle cose che stavano succedendo in giro per l'universo letterario, cinematografico o artistico in generale. Le segnalazioni odierne, di conseguenza, sono figlie di una rapida occhiata agli appunti che mi ero preso tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, segnalazioni che ormai non hanno più la freschezza della novità che avrebbero avuto se avessi rispettato le mie tabelle di marcia. La mia attenzione ormai è rivolta alla vita reale, fatta di spese che si fanno via via sempre meno sostenibili e con la prospettiva di un futuro ancora peggiore. 
Anche gli sguardi ai blog vicini si sono ormai rarefatti, ma nonostante ciò Obsidian Mirror pare non averne risentito molto, continuando a veleggiare alla solita media di 500 visualizzazioni al giorno, che è davvero tanta roba per un blog che, anziché occuparsi della pizza di Briatore e dei concerti degli Stones, cerca di fare cultura (oddio, che parola grossa) concentrandosi, per giunta, su argomenti ritenuti di nicchia.
Il tempo del riposo tuttavia sta arrivando e, a differenza di altri anni in cui sono stato quasi sempre presente, l'estate del 2022 vedrà Obsidian Mirror prendersi una lunga e meritata vacanza. Questo è l'ultimo post prima della pausa estiva che dovrebbe durare, a meno di stravolgimenti, fino a settembre. Ho in programma solo un rapido rientro a metà agosto per l'irrinunciabile appuntamento con la Notte Horror (ve ne parlo qui di seguito), dopodiché tornerò nell'ombra fino a quando non avrò recuperato la voglia e l'energia che mi serve. Buone vacanze a tutti!

lunedì 27 giugno 2022

Il libro di Monelle

Incontrai Monelle mentre vagavo nella pianura, e lei mi prese per mano. Non aver timore, disse, sono io e non sono io; ci ritroveremo di nuovo e ci perderemo; e un’altra volta ancora verrò in mezzo a voi. Pochi infatti mi hanno vista e nessuno mi ha capita. E tu ti dimenticherai di me e poi mi riconoscerai e ancora mi dimenticherai. E Monelle disse ancora: ti voglio parlare delle piccole prostitute e tu conoscerai il principio delle cose. (Marcel Schwob, il libro di Monelle).

Secondo la scarna pagina che gli dedica la Wikipedia italiana, Marcel Schwob fu uno "scrittore di stile innovativo" il cui nome "è ricordato fra i grandi della letteratura francese come Stéphane Mallarmé, Octave Mirbeau e André Gide". Può essere che il redattore di quella pagina abbia ritenuto conveniente sintetizzare la questione con parole abbastanza ovvie (nel senso che sono parole che potrebbero ben adattarsi a qualsiasi scrittore francese), ma la realtà è che Marcel Schwob oggi non è affatto ricordato al pari di tali autori; anzi, direi piuttosto che, perlomeno al di fuori del suo paese, non è ricordato affatto. E ciò nonostante sia ormai assodato che due grandi autori della letteratura moderna abbiano preso molto più di una semplice ispirazione da un paio di libri di Schwob: in "Mentre morivo" (1930) di William Faulkner e in "Storia universale dell'infamia" (1935) di Jorge Luis Borges è facile ritrovare i temi affrontato rispettivamente ne "La crociata dei bambini" (1896) e in "Vite immaginarie (1896)". Non solo: anche "Il libro di Monelle" (1894), argomento del post di oggi, sarebbe stato ampiamente saccheggiato da André Gide per "I nutrimenti terrestri" (1897), episodio che fece particolarmente infuriare il nostro eroe. 

lunedì 20 giugno 2022

Aspettando le cose perdute

Mentre là fuori il caldo si fa ormai soffocante e la voglia di mettersi a scrivere sul blog comincia a scemare, c'è qualcuno dalle parti di Roma che sta pensando a noi e, tra una bibita ghiacciata e una doccia gelata, nel momento esatto in cui io mi sto lamentando delle temperature sta lavorando senza sosta per realizzare una nuova interessante opera horror. 
Sto parlando ovviamente di Luigi Parisi, un ospite ormai fisso di questo blog, capace di allietare e allo stesso tempo terrorizzare innumerevoli notti di Halloween. 
Luigi Parisi, per quei pochi marziani che ancora non lo sapessero, è un regista con esperienza pluridecennale con lavori realizzati e distribuiti attraverso i principali network-broadcaster italiani ed esteri. È il regista della saga “L’Onore e il Rispetto”, venduta in oltre settanta paesi nel mondo, delle serie “Il Bello delle Donne”, premiata con il Telegatto, delle serie “Il Peccato e la Vergogna” menzionata al Roma Fiction Festival di Roma e di “Caterina e le sue Figlie”, acquistato come format in Francia. Luigi Parisi è però anche un grande appassionato di horror e, tra un successo commerciale e l'altro, si diletta, attraverso la casa di produzione Darkside Entertainment (istituita ah hoc per supportare questa sua passione), a realizzare brevi ma intensi cortometraggi in grado di competere con i grandi maestri del genere. È un grande privilegio che Parisi, da qualche anno a questa parte, abbia scelto questo piccolo blog di provincia per presentare in anteprima i suoi lavori e, se siamo qui oggi a parlarne, il motivo è esattamente quello che state immaginando: qualcosa di nuovo sta per arrivare.

lunedì 13 giugno 2022

The Shock Labyrinth

A poche settimane di distanza dal post su "Marebito", senza ombra di dubbio il punto più alto della carriera "extra-grudge" di Takashi Shimizu, torniamo con quello che a tutti gli effetti rappresenta l'espressione più bassa del suo cinema, ovvero quel "Shock Labyrinth" (2009) giunto in Italia due anni più tardi con l'opinabile titolo di "The Shock Labyrinth: Extreme 3D", forse a sottolineare il fatto che di estremo c'è il livello di noia che, mi viene da aggiungere, un imbarazzante 3D riesce ulteriormente ad amplificare. Sarà bastata sicuramente questa introduzione a convincere la maggior parte dei lettori del blog ad abbandonare la lettura; a quei pochi che sono rimasti, la mia promessa è di essere breve e di concentrarmi solo sugli aspetti più interessanti.
La trama ruota attorno a un gruppo di amici d'infanzia che condividono un tragico e oscuro segreto legato a un episodio del passato di cui pare abbiano perso tutti l'esatta memoria. L'antefatto vede il gruppo intrufolarsi in un edificio abbandonato, sito all'interno di un luna park, alla ricerca di brividi facili.

lunedì 6 giugno 2022

Da donna a strega: madre o strega

L'INTRODUZIONE SI TROVA QUI

Lascia ch’io pianga la mia cruda sorte. (Rinaldo, Georg Friedrich Händel) 

Antichrist” di Lars von Trier (2009) è uno dei miei film preferiti. I movimenti di macchina, il colore, il sonoro sottolineano benissimo i mutamenti di umore – e l’orrore – che variano e raggiungono via via nuovi livelli d’intensità, Charlotte Gainsbourg e Willem Dafoe ci regalano un'interpretazione magistrale, e si esplorano territori a me congeniali con coraggio e grande libertà. Soprattutto, questo non è solo un film ampiamente sottovalutato ma anche, secondo me, frainteso dai più. 
Antichrist” parla del dolore e del senso di colpa, certo, ma anche di qualcos’altro. Qualcosa che ha parecchio a che fare con il tema di questa serie di post, e non a caso ho deciso di affrontarlo proprio ora che, con l’articolo precedente, siamo finalmente giunti a quello che considero il nodo cruciale del discorso, ovvero l’identificazione della donna con la madre e lo squilibrio che segue la rottura di questa inevitabile equazione. Non prendete quindi questo post come una recensione del film, ma solo come una serie di pensieri sparsi che finalmente trovano uno spazio nel blog.

lunedì 30 maggio 2022

Orizzonti del reale (Pt.36)

LA PRIMA PARTE SI TROVA 
QUI

Per comprendere il ragionamento di McKenna servirebbero molti dettagli in più di quelli che finora mi è stato possibile riportare, ma se vi state chiedendo lo scopo di questa lunga dissertazione, almeno questo sono in grado di chiarirlo. Ponendosi nel solco della tradizione dell’I Ching quale strumento di divinazione, McKenna tentò di dimostrare che se il “modello d’onda” da esso generato è una teoria generale del tempo valida, dovrebbe essere possibile dimostrare perché certi periodi o luoghi sono stati particolarmente ricchi di eventi che accelerano il progresso creativo verso la novità, ma anche dove e quando tali eventi potrebbero ripresentarsi in futuro. Per far questo era però indispensabile l’ausilio di un computer. Con l’aiuto del suo amico Peter Meyer, McKenna elaborò quindi un software chiamato Timewave Zero
I calcoli sono mostrati nell’Appendice del volume, e una descrizione più accurata è fornita nel manuale del software, ma in pratica si tratta dell’applicazione di una funzione matematica definita applicando una trasformazione frattale a una funzione lineare a tratti. L'ultima funzione è un'espressione di 384 "punti dati" (valori interi positivi) derivati dalla sequenza King Wen

lunedì 23 maggio 2022

Le tue mani sul mio corpo

Sembra proprio che questa maledetta primavera del 2022 stia concentrando la propria attenzione sugli iconici protagonisti del capolavoro avatiano “La casa dalle finestre che ridono”. E non è una buona notizia. Dopo essersi portata via Gianni Cavina giusto un paio di mesi fa, la Grande Consolatrice ha preso sotto la sua ala protettrice anche Lino Capolicchio, che di quel meraviglioso film era il volto nettamente più riconoscibile. Non vi tedierò parlandovene, visto che lo ha fatto di recente, e in maniera anche piuttosto approfondita, un mio storico vicino di blog, ma dopo l’ennesimo lutto tra il cast è forse il caso di fermarsi un attimo e ricordare l’attore altoatesino in altro modo, magari risalendo ad una sua versione delle origini. Il dubbio su cui mi sono arrovellato a lungo riguardava il film sul quale puntare, ma a conti fatti Capolicchio in gioventù ha interpretato più o meno sempre la stessa parte (quella del personaggio morboso e nichilista) in film più o meno tutti uguali, per cui affidarmi al caso mi è parsa la soluzione più naturale. 

lunedì 16 maggio 2022

Orizzonti del reale (Pt.35)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

L’I Ching, o Libro dei Mutamenti, è utilizzato in Cina fin dal 1000 a.C. circa e consiste di 64 esagrammi, o figure, di sei linee piene (-) o interrotte (- -), che si leggono dal basso verso l’alto e rappresentano categorie o archetipi universali che, se correttamente interpretati, possono far luce sul proprio fato. Alla base della filosofia taoista c'è la vita come movimento, mutamento; ma se il tempo è un processo in divenire, si compone anche di un numero finito di elementi distinti e irriducibili, 64, in relazione fra loro, come ad esempio il primo esagramma (6 linee continue), Ch'ien, il cielo, che esprime il principio maschile yang, e K'un (6 linee interrotte), la terra, che esprime il principio femminile yin. 
Gli esagrammi ricorrono sempre a coppie e il secondo membro di ciascuna coppia si ottiene invertendo il primo. In ogni sequenza ci sono otto esagrammi che se invertiti rimangono uguali. Nella sequenza King Wen questi otto esagrammi sono accoppiati con altri in cui ogni linea del primo esagramma diviene il suo opposto. Ma quale regola o principio governa le 32 paia di esagrammi della sequenza King Wen?

lunedì 9 maggio 2022

Il volto e la maschera: le due facce della personalità

Il volto è la nostra parte più esposta, e al tempo stesso la più misteriosa. Noi possiamo vedere il nostro volto solo riflesso, e anche così nella maggior parte dei casi non ne ricaviamo che un’idea superficiale. Si dice che, per una sorta di meccanismo di autodifesa, nessuno si veda davvero com’è realmente, ma si percepisca sempre un po’ più giovane e un po’ più bello; e chi può dire fino a che punto l’impressione che la nostra mimica facciale fa sugli altri sia diversa dallo statico ritratto che di noi rimanda lo specchio? 
Il volto è la parte del corpo che ospita tutti gli organi di senso, è in un certo senso la nostra parte più viva e vitale, e perciò quella a noi più cara. Ma un volto, come tutti quanti sanno, mostra e altrettanto cela. Conoscere il volto di una persona non significa affatto conoscere la persona nella sua interezza, perché la rivelazione che questo ci offre non può che essere incompleta e transitoria. Incompleta, perché il viso umano è fatto di una gran quantità di muscoli facciali superficiali, più di quanti ne abbia qualunque animale, e manifesta i nostri sentimenti in modo immediato, ma se da un lato è possibile che mostri di noi anche più di ciò che vorremmo, dall’altro c’è un intero substrato di pensieri e sentimenti che si può nascondere sotto la rassicurante superficie della sua epidermide; transitoria, perché siamo solo in parte divini, e come tali soggetti al decadimento fisico e morale. 

lunedì 2 maggio 2022

Orizzonti del reale (Pt.34)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

La dissertazione dei McKenna si sposta quindi sui meccanismi molecolari e biochimici del sistema nervoso: la funzione dei neurotrasmettitori e la loro probabile natura chimica, le somiglianze e le relazioni strutturali tra neurotrasmettitori e alcuni allucinogeni, le teorie che suggeriscono che i farmaci possono funzionare come falsi trasmettitori, le possibili origini endogene di alcuni tipi di disfunzioni enzimatiche (gli allucinogeni possono sorgere in modo endogeno). Ciò li porta a discutere del possibile ruolo della ghiandola pineale come meccanismo di regolazione del sistema nervoso e come causa o concausa dell'origine degli allucinogeni endogeni, per poi citare la questione dell'azione del farmaco nel sito del recettore, partendo dalla teoria di John R. Smythies di un possibile sito recettore dell'RNA o della ribonucleoproteina. La conclusione è un loro nuovo modello teorico, che si basa sull’assunto che tutto ciò che sperimentiamo come pensiero o coscienza ha la sua base fisica nei fenomeni quantomeccanici.

martedì 26 aprile 2022

Marebito

Si tratta forse di un particolare noto a pochi, ma in Giappone le fondamenta dell’estetica horror contemporaneo vennero gettate da Chiaki J. Konaka, scrittore e sceneggiatore giapponese noto per essere il creatore di Digimon Tamers e Ultraman Gaia, nonché per le sue opere ricche di elementi lovecraftiani (vedi anche il post del film recensito qualche tempo fa). Lo fece nel suo libro “Horā Eiga no miryoku: fondamentaru horā sengen” (The fascination of horror films: manifesto of fundamental horror), scritto con l'aiuto di Kiyoshi Kurosawa (il regista di "Kairo", 2001) e dell’animatore Akira Takahashi (padre degli anime City Hunter, Death Note, Inuyasha, ecc.). In quel testo, di cui parleremo in maniera più approfondita in un prossimo futuro, si sarebbe rivisto Takashi Shimizu, uno dei registi più iconici del cinema giapponese moderno. Cosa potrebbe saltare fuori da un incontro tra Shimizu e Konaka? E cosa potrebbe aggiungere a questo mix, già sufficientemente esplosivo, un nome leggendario come quello di Shin'ya Tsukamoto, padre del manifesto cyberpunk Tetsuo? La risposta ha otto lettere: Marebito.

mercoledì 20 aprile 2022

Confessioni di una maschera #10 (Lezioni di aggiustaggio)

Ho fatto un sogno ieri notte. Protagonista era la versione quattordicenne di me alle prese con una delle lezioni più assurde mai uscite dall'immaginazione dei più sadici istitutori. Sto parlando delle temibili lezioni di "aggiustaggio", termine che alla maggior parte di voi non dirà nulla ma che è stata per lungo tempo una spina nel fianco di tutti i maschietti (non è corretto: una microscopica quota rosa, in realtà, c'era anche tra noi) che frequentavano il biennio dell''istituto tecnico industriale, altrimenti conosciuto come ITIS. Svegliandomi di soprassalto in un mare di sudore ho ritenuto opportuno fissare quei ricordi, inaspettatamente riaffiorati, in un nuovo episodio della serie “Confessioni di una Maschera”, piccola collezione di ricordi sparsi buttati lì senza un filo logico.

giovedì 14 aprile 2022

The Night Cyclist

There was someone there. On a matte-black aluminum bike. When he looked back, his dank black hair was plastered to his white face. And his eyes—they were all pupil. Like smoke, like a whisper, he faded once he made the dry concrete. For maybe ten seconds, I considered what had just happened. And then I saw it for what it was: An invitation. A challenge. A dare. (The Night Cyclist)

Torniamo a parlare, dopo soli pochi mesi, di Stephen Graham Jones, autore di narrativa horror con all’attivo numerosi romanzi e raccolte di racconti. Nativo americano, Graham Jones ha un curriculum di tutto rispetto, che non ripeteremo in quanto lo abbiamo già illustrato nel dettaglio la volta scorsa. Da allora va giusto segnalata l’uscita di un nuovo suo romanzo dal titolo “My Heart Is a Chainsaw”, esplicito omaggio ai film slasher che riesce anche a sfidare e trascendere il genere, una critica pungente del colonialismo americano, dello sfollamento indigeno e della gentrificazione, termine questo che sta a indicare il progressivo cambiamento socioculturale di un'area urbana da proletaria a borghese a seguito dell'acquisto di immobili, e della loro conseguente rivalutazione sul mercato, da parte di soggetti abbienti.

venerdì 8 aprile 2022

Ascensore per l'altrove

Erano ormai diversi anni che riflettevo su questo post, praticamente dai tempi del famoso video di sorveglianza che immortalò, proprio all'interno di un ascensore, le ultime ore di vita di Elisa Lam. L'ascensore, tra l'altro, è uno di quegli ambienti che personalmente mi hanno sempre inquietato, al punto che secoli fa, agli albori del blog, produssi un breve racconto che in seguito finì pubblicato su un'antologia a tema di cui da tempo ho perso le tracce. Questa, comunque, è un'altra storia. 
L'ascensore quindi, al pari di numerose altre location quali cantine, soffitte e case abbandonate, è uno di quei posti nei quali, specialmente da ragazzini, spesso ci si avventura con il preciso proposito di ottenere qualche brivido gratuito, senza correre troppi rischi e senza dare troppo fastidio agli altri. Non è un caso che l'ascensore sia stato talvolta anche protagonista di riuscitissimi film horror. Senza dilungarmi troppo, vorrei stavolta citare solo il più classico, ovvero "L'ascensore" (De Lift, 1983) del regista olandese Dick Maas, che, da buon appassionato, vidi al cinema ai tempi della sua uscita.

sabato 2 aprile 2022

L'altra gelosia

ARTICOLO PUBBLICATO SU
IL 7 AGOSTO 2015

Nei giorni scorsi sono precipitato in un mood nostalgico che mi ha portato a perdermi nei meandri di quel passato glorioso che vedeva il sottoscritto fare la spola tra due blog, questo e il mitologico Obspolitation, creatura dalla vita breve ma in grado di regalarmi parecchie soddisfazioni. Frugando tra le sue pagine ho ripescato un post di cui non conservavo alcun ricordo e che all'epoca rappresentava, per i canoni di Obsploitation, una clamorosa singolarità. La cosa era talmente evidente che usai infatti queste parole: "una volta tanto oggi cerchiamo di stare alla larga dalle boiate e ci tuffiamo direttamente nel cinema d’autore". Sono passati sette lunghi anni e credo sia giunto il momento di salvare quell'articolo dall'abisso dell'oblio, offrendogli una seconda possibilità in questo nuovo contesto. Il regista, Salvatore Piscicelli, oggi ha 74 anni ed è ancora praticamente (e ingiustamente) sconosciuto ai più, come scrissi in quel vecchio articolo. A titolo di cronaca, secondo IMDb la sua carriera si è arricchita nel frattempo di un solo film, "Vita segreta di Maria Capasso" (2019), del quale ha curato soggetto e regia. Personalmente mi duole aver perso di vista il suo lavoro e forse questa potrebbe essere l'occasione giusta per recuperare il tempo perduto. Ma torniamo a "L'altra gelosia"...

domenica 27 marzo 2022

Traditi dalla fretta #29

La cosa orribi­le dei Due Minuti d'Odio era che nessuno veniva obbligato a recitare. Evitare di farsi coinvolgere era infatti impossibile. Un'estasi orrenda, indotta da un misto di paura e di sordo rancore, un desiderio di uccidere, di torturare, di spaccare facce a martellate, sembrava attraversare come una corrente elettrica tutte le persone lì raccolte, trasformando il singolo individuo, anche contro la sua volontà, in un folle urlante, il volto alterato da smorfie. E tuttavia, la rabbia che ognuno provava costituiva un'emozione astratta, indiretta, che era possibile spostare da un oggetto all'altro come una fiamma ossidrica. – George Orwell
Altre volte in passato, iniziando a scrivere queste poche righe che fungono da preambolo a una nuova puntata di "Traditi dalla fretta", mi sono lasciato andare a commenti sulle vicende del mondo. Non sarà questo il caso, e non perché non ci siano cose da dire. Semplicemente perché lo trovo inutile e quanto mai dannoso. Parlerò invece del blog in generale e di come, nonostante le recenti e ripetute intenzioni di chiusura, continua ad andare avanti per la sua strada, quasi ignaro delle pulsioni autodistruttive del suo blogger. Dopo tanto tempo, sono finito addirittura per farmi coinvolgere in iniziative come quella recente dedicata a Nosferatu, giusto per dirne una, e continuo a farmi venire in mente cose che, con il giusto senso critico, probabilmente non si realizzeranno. Ma il lavoro del blogger è anche questo, vivere alla giornata e procedere un post dopo l'altro finché è consentito.

lunedì 21 marzo 2022

Orizzonti del reale (Pt.33)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Ora, seguendo l’esatta sequenza di argomenti di “Invisible landscape…”, è tempo di accennare anche al modello olografico, così in auge negli anni ’80 e ’90 (risale ad allora anche la maggior parte delle mie letture sull’argomento); d’altra parte, era allora un concetto ancora relativamente nuovo per il grande pubblico, che l’aveva scoperto presumibilmente con la visione di “Guerre Stellari”. Ricordate tutti, penso, come comincia il coinvolgimento di Luke Skywalker nella resistenza: dalla visione di un ologramma con l’immagine tridimensionale della principessa Leila che implora l’aiuto di Obi-Wan Kenobi. Come si ottiene un ologramma non è forse altrettanto noto. Lo scienziato ungherese Dennis Gabor scoprì come realizzarlo per caso, nel 1947, mentre cercava di migliorare il microscopio elettronico, usando la luce verde dello spettro di una lampada a vapori di mercurio, ma fu solo con la diffusione della luce laser negli anni ’60 (e di apposite lastre o pellicole olografiche) che la tecnica si poté perfezionare. 

martedì 15 marzo 2022

Nosferatu, una sinfonia dell'orrore

"Di notte, alla luce della Luna c'è lui, il Grande Amante, che guarda attraverso una spaventosa piazza o canale nella finestra dell'eroina e nei suoi occhi. Lei lo aspetta, Vuole salvare l'eroe e ha letto nel Libro dei Vampiri che se una vittima resta con il vampiro fino al canto del gallo egli sarà distrutto. Egli va da lei rapido, con quella camminata spaventosamente affrettata, le unghie artiglianti. L'ombra della mano striscia come inchiostro sulle lenzuola bianche come neve. L'ultima sequenza lo mostra chino accanto al letto di lei mentre la bacia sul collo in una scena d'amore orribilmente perversa e senza eguali nella sua rivelazione immediata e patetica di un vampiro sostanzialmente indifeso. Si leva il sole, vedete i raggi illuminare la cima del casamento, il gallo canta, il vampiro non può andarsene. Svanisce in uno sbuffo di fumo come l'Agonia dell'Occidente. Proprio mentre sopraggiunge l'eroe ansimante, troppo tardi per salvare il suo amore." (Jack Kerouak, Nosferatu, in "New Yorker Film Society Notes, 9 gennaio 1960).

mercoledì 9 marzo 2022

Orizzonti del reale (Pt.32)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Leggere McKenna è totalmente diverso da leggere Leary. Tanto quest’ultimo è discorsivo, vago ed evocativo quanto McKenna è avvezzo a snocciolare grafici, numeri e dati, per quanto non sempre accurati e tutt’altro che inoppugnabili. Va però detto, come è giusto che sia, che “Invisible landscape: mind hallucinogens and the I CHING” (1975) non è solo l’opera di Terence McKenna, ma anche del fratello Dennis, come lui etnobotanico e anche farmacologo. 
Quando appresero dell'uso sciamanico di una pianta contenente triptamina nella monografia antropologica dedicata a una tribù amazzonica, gli Jívaro, i McKenna erano già interessati alla dimetiltriptamina, o DMT, sia perché questa sembrava stimolare i centri linguistici del cervello, sia perché scatenava delle allucinazioni in cui era possibile incontrare forme molecolari danzanti (definite a volte delle “intelligenze insettoidi”) che sembravano forme di linguaggio visibile. Gli sciamani di quella tribù affermavano che la pianta inducesse uno stato di coscienza in cui veniva generata una sostanza viola fluorescente e che fosse proprio questa sostanza a consentire loro di operare la loro magia. 

mercoledì 2 marzo 2022

La via d'uscita e il bar subito dopo

Anche quest'anno, puntuale come un orologio svizzero, mi sono fatto prendere dalla lettura dei racconti del Trofeo RiLL, giunto ormai alla sua ventisettesima edizione. La formula come sappiamo è sempre la stessa dal 1994, anno in cui venne bandito per la prima volta il concorso letterario omonimo per il miglior racconto fantastico, i cui primi cinque classificati vanno successivamente a popolare
l'annuale antologia "Mondi incantati" curata dall’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare e edita da Acheron Books.
Numeri da record anche per l'edizione 2021, che ha visto all'opera oltre 400 autori e autrici per un totale di 522 racconti dati in pasto ai selezionatori. Ciò che ne è uscito è oggi più che mai un prodotto di elevatissima qualità, nel quale a fatica riesco a individuare veri punti deboli.
L'antologia in questione prende il titolo dal racconto vincitore "Il bar subito dopo" di Nicola Catellani, autore modenese e grande appassionato di fantascienza che in questo concorso fa suo anche il secondo gradino del podio con un racconto, a mio parere, piuttosto simile. Partirei quindi da questi per la mia carrellata esplorativa. 

mercoledì 23 febbraio 2022

L'uomo ombra di Midlothian (Pt.5)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Terri “Missy” Bevers, insegnante di fitness, viene trovata morta all’interno della Creekside Church of Christ. Una telecamera di sorveglianza offre le immagini di una misteriosa figura in divisa da poliziotto che si aggira nell’edificio solo mezz’ora prima dell’omicidio. Nel corso della stessa notte, un veicolo sospetto viene ripreso nel parcheggio di un negozio poco distante. La situazione è ora più che mai ingarbugliata. C’è un nesso evidente tra lo strano comportamento del conducente della Nissan e l’omicidio di Missy Bevers, ma le ipotesi finora formulate sembrano reggersi in piedi a malapena. Qualsiasi tentativo di identificazione del soggetto in divisa da poliziotto non porta a nulla, così come non porta a nulla l’analisi del filmato del veicolo. 
L’unico segno particolare è un adesivo (illeggibile) di forma ovale presente appena sotto la targa posteriore, ma è decisamente troppo poco per gli inquirenti. 
Qualche “detective da poltrona”, che si è divertito ad analizzare il video al microscopio, sarebbe pronto a giurare che vi è un momento, quando la Nissan si appresta a parcheggiare sotto al lampione, dove sarebbe evidente la presenza di una persona seduta sul sedile del passeggero. Se questa cosa fosse appurata si aprirebbe l’ipotesi di un complice, e in parte si spiegherebbe quello strano gioco di lampeggianti, come un invito a salire a bordo rivolto a qualcuno nascosto nell’ombra.

sabato 19 febbraio 2022

L'uomo ombra di Midlothian (Pt.4)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Terri “Missy” Bevers, insegnante di fitness, viene trovata morta all’interno della Creekside Church of Christ. Una telecamera di sorveglianza offre le immagini di una misteriosa figura in divisa da poliziotto che si aggira nell’edificio solo mezz’ora prima dell’omicidio. Scagionato immediatamente il marito, che quella notte si trovava in un altro stato, i sospetti cadono sul suocero che, solo quattro giorni dopo il delitto, porta una maglietta sporca di sangue in lavanderia. 
Interrogato dagli inquirenti, il suo alibi si rivela subito inattaccabile. Anche Randy Bevers, come il figlio, si trovava in un altro stato al momento del delitto, e ancora una volta i biglietti aerei e il tracciamento del cellulare lo confermano. Per quanto riguarda la questione del sangue, Randy afferma che proveniva da un chihuahua ferito che egli aveva portato in una clinica veterinaria a Mansfield. Il veterinario e le analisi del DNA sulla maglietta confermano le parole del suocero di Missy. 

martedì 15 febbraio 2022

L'uomo ombra di Midlothian (Pt.3)

Terri “Missy” Bevers
LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Terri “Missy” Bevers, insegnante di fitness, viene trovata morta all’interno della Creekside Church of Christ. L'esame autoptico rivela che la donna è deceduta a causa di ferite multiple alla testa e al torace, provocate da un oggetto dalla forma appuntita. Una telecamera di sorveglianza offre le immagini di una misteriosa figura in divisa da poliziotto che si aggira nell’edificio solo mezz’ora prima dell’omicidio. 
Una delle domande che si rivolgono un po’ tutti è “perché quella divisa?”. Perché una persona dovrebbe travestirsi da poliziotto, entrare in una chiesa nel cuore della notte senza l’intenzione di rubare nulla e commettere un omicidio così brutale? A meno che non conoscesse la persona e non ce l'avesse con lei. Abbiamo accertato che non stiamo parlando né di un vero poliziotto né di una vera divisa. Anche l’occhio meno allenato, infatti, non può che trovare fuori posto quell’abbigliamento da SWAT, privo tra l’altro del benché minimo equipaggiamento di servizio, come può essere un’arma da fuoco.

venerdì 11 febbraio 2022

L'uomo ombra di Midlothian (Pt.2)

Terri “Missy” Bevers
LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Terri “Missy” Bevers, 45 anni, insegnante di fitness, viene trovata morta alle 5:00 della mattina del 18 aprile 2016 all’interno della Creekside Church of Christ. L'esame autoptico rivela che la donna è deceduta a causa di ferite multiple alla testa e al torace provocate da un oggetto dalla forma appuntita, quale potrebbe essere un punteruolo o la penna di un martello. 
Nel corso delle prime indagini, gli inquirenti scoprono che una telecamera di sorveglianza aveva registrato una misteriosa figura aggirarsi nell’edificio solo mezz’ora prima dell’arrivo della Bevers. 
Se non avete ancora avuto modo di osservare il video, vi invito a recuperare il post della volta scorsa. Guardatelo con attenzione, perché in ogni singolo fotogramma potrebbe celarsi la soluzione del caso. Notiamo una figura, presumibilmente di sesso maschile, aggirarsi tra i corridoi con un fare apparentemente tranquillo. La figura indossa una divisa da poliziotto, più precisamente una di quelle divise da corpi speciali, con tanto di casco ben calato in testa. Cosa ci fa un rappresentante delle forze dell’ordine alle 3:50 di mattina all’interno di una chiesa deserta? La risposta è facile: non si tratta ovviamente di un vero poliziotto, ma di qualcuno che semplicemente ne indossa la divisa. 

lunedì 7 febbraio 2022

L'uomo ombra di Midlothian (Pt.1)

Terry "Missy" Bevers
In tanti anni di blog, i post che mi hanno davvero fatto arrotolare le budella si possono contare sulle dita di una mano. Intendo dire, con questo, che quelle forti sensazioni che ho provato mentre mi documentavo per la stesura dei testi mi sarebbero rimaste appiccicate addosso per mesi, se non per anni. Le sensazioni a cui mi riferisco sono angoscia e paura, sensazioni che ho dovuto affrontare mentre cercavo di mettere assieme quel numero mostruoso di tasselli necessari a una narrazione esaustiva. 
Tra quei pochi post, due in particolare non potrò mai dimenticare: quelli dove ho tentato di districare i nodi che avvolgono le assurde morti di Elisa Lam e di Kenneka Jenkins. In entrambi i casi, lo ricorderete, la narrazione fu supportata da brevi video catturati da telecamere di sorveglianza che, anziché far luce sui casi, contribuirono a renderli ancora più nebulosi, aggiungendo anche quel pizzico di “creepy” in grado di togliere definitivamente il sonno. Entrambi i casi della Lam e della Jenkins furono talmente impenetrabili che ancora oggi, ad anni di distanza, ci si interroga sulla loro natura: si trattò di omicidi, suicidi o incidenti causati da una straordinaria quanto irripetibile sequenza di circostanze sfortunate? 

martedì 1 febbraio 2022

Da donna a strega: prostituzione sacra

Ishtar
L'INTRODUZIONE SI TROVA QUI

In tempi molto remoti, nei riti magici che inscenavano i sacri sponsali il ruolo più controverso dovette essere quello della donna. Perfino i Greci, che ancor oggi consideriamo la popolazione più evoluta del mondo antico, erano irritati dall’autosufficienza erotica della donna, ma soprattutto dal potere che da questo derivava, e che Galeno non mancò di minimizzare nella famosissima teoria fisiologica che vedeva nella sessualità femminile qualcosa di imperfetto. 
A differenza dell’uomo, la donna non ha bisogno di particolari stimoli per portare a termine l’accoppiamento, e la sua capacità di sedurre l’uomo-dio, e per esteso la natura, dovette essere fonte di grande meraviglia e di timore per gli antichi, perlomeno fra coloro che prendevano parte ai riti misterici e che verosimilmente formarono il nucleo primitivo della Chiesa cristiana. 
Con il tempo si arrivò a considerarlo alla stregua di un vero e proprio controllo mentale: dal fascinus nacque il concetto di “malocchio” per indicare l’attrazione irresistibile che le donne sono in grado di esercitare tanto sugli umani che sugli dèi. 

mercoledì 26 gennaio 2022

Feto morto

Quale miglior modo di iniziare questo 2022 se non con un nuovo appuntamento con la famigerata rubrica 
Obsploitation Vomit, un trucido spazio dedicato a recensioni di "opere" cinematografiche alle quali qualunque altro tipo etichetta sarebbe inapplicabile? Da queste parti siamo ben oltre l'aggettivo "estremo", usato in passato per cosettine leggere come "A serbian film": per meritarsi l'inserimento in questa speciale categoria un film non solo deve essere eccessivo nei suoi contenuti di sesso, sangue e violenza, ma deve essere anche fatto male; in altre parole, il film in questione deve far vomitare a trecentosessanta gradi. In passato abbiamo proposto alcune chicche come "Mondo Weirdo", ma credo (temo) che oggi quei vertici espressivi verranno nettamente superati. 

giovedì 20 gennaio 2022

Traditi dalla fretta #28

Resistere significa semplicemente tirare fuori i coglioni, e meno sono le chance più dolce è la vittoria. – Charles Bukowski

E anche il 2021 ce lo siamo tolto dai coglioni. Un anno che non avrebbe potuto essere più di merda. Avevo in realtà usato parole simili anche quando ci lasciammo alle spalle il 2020 e, se non ricordo male, anche l'anno precedente, ma in quelle occasioni avevo perlomeno un barlume di speranza per il futuro. Oggi inizio un 2022 che non promette niente di buono e non so nemmeno che voglia ho di dedicare un pizzico del mio tempo all'effimero.
Gli ultimi post del 2021, chiusi ai commenti perché non me non ero nel mood natalizio adatto, avrebbero dovuto essere gli ultimi. Per qualche settimana, in effetti, quello era rimasto il mio piano. In realtà, ripensandoci a mente fredda, ho ancora del materiale in bozza e sarebbe un peccato buttare via del lavoro già fatto. In fondo, mi sono detto, il mondo intero ormai va avanti con progetti che durano tre mesi, per cui che peccato sarà mai quello di spostare anche la chiusura di un blog un po' più in là?
Rientro con una nuova puntata di "Traditi dalla fretta", giusto così per non perdere l'abitudine. Non saprei dire in verità quante e quali cose potrei essermi perso in questi ultimi tempi. ma tanto il fatto che io le noti o meno, e le segnali o meno, non fa poi una grande differenza. Sono preda di una carenza di concentrazione senza precedenti e ciò si riflette su quelle che ritenevo essere abitudini quotidiane consolidate. Ora però basta stronzate e passiamo alle segnalazioni di rito.
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