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| Kaidan Botan Dōrō, Satsuo Yamamoto, 1968 |
LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI
Alla fine degli anni Dieci del Novecento, il cinema giapponese comincia a raggiungere una posizione di privilegio rispetto al teatro. La major più famosa, la Nikkatsu, è già saldamente affermata, e in giro per il paese tutti cominciano già a riconoscere i volti delle prime star del muto; tra queste il già citato Onoe Kikugorô V, uno dei pochi attori kabuki che provò a cimentarsi con il cinema.
La prima versione del Botan Dōrō fu girata nel 1910, un film certamente muto di cui neanche IMdB riesce a fornire alcuna notizia supplementare.
Il cortometraggio Botan Dōrō di Shôzô Makino (Nikkatsu, 1914), andato perduto come molti altri, presumibilmente in occasione del grande terremoto del Kantō che colpì la pianura omonima nella tarda estate del 1923, è interessante più che altro perché fu girato da colui che è universalmente conosciuto come il padre del cinema giapponese.
Shôzô Makino a quei tempi era già una celebrità, e non solo per la versione datata 1912 di un altro celebre kaidan (Tōkaidō Yotsuya Kaidan). Figlio illegittimo, Shôzô Makino imparò il mestiere grazie alla madre, che all’epoca (era il 1901) gestiva un teatro kabuki. In carriera diresse centinaia di film (nemmeno la wikipedia giapponese è in grado di citarli tutti) e arrivò a fondare una sua casa di produzione. Nel 1928, all’età di 50 anni, girò il suo film più celebre, Chūkon giretsu: Jitsuroku Chūshingura (忠魂義烈 実録忠臣蔵, Chushingura: The Truth), basato sul tema classico dei quarantasette ronin.
