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venerdì 25 ottobre 2024

Fuori Speciale: tempi moderni

“Fuori speciale” è una serie di articoli che vengono scritti di getto nel periodo di pubblicazione dello speciale “La grande abbuffata”. Pur non essendone parte integrante, ciò che viene qui trattato ruota intorno all’argomento principale senza spezzarne il filo logico. Si tratta, in estrema sintesi, di piccoli approfondimenti che non hanno trovato posto nella struttura principale. “Fuori speciale”, in uscita tutti i venerdì, non è una lettura necessaria alla comprensione degli articoli de “La grande abbuffata” (che usciranno invece il lunedì), è viceversa una lettura che può essere ignorata o rimandata, a vostro piacimento. 

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Dopo l’ultimo post dedicato lunedì scorso al cinema di Švankmajer, che sicuramente migliaia di lettori avranno letto avidamente, e prima dei titoli di coda su questo monumentale Speciale, che andrà in scena dopo il weekend, è il momento di qualcosa di più rilassante. In fondo questo è un “fuori speciale”, e in questi lunghi mesi solo raramente sono stati affrontati argomenti particolarmente complessi. 
Lo spunto per quest’ultimo “intermezzo” l’ho preso da quel post su Charlie Chaplin pubblicato poche settimane fa. Mia moglie, dopo averlo letto, mi dice: “Ehi, ti sei dimenticato di citare quell’altra scena…”. E lì mi si è accesa una lampadina. 

venerdì 15 ottobre 2021

Il giorno più buio

Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero. Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese è speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale 
(Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, 1975).
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