Le tracce più corpose di queste tradizioni (i sacrifici di costruzione, ndr, cfr. articolo precedente) si trovano nella produzione letteraria del sudest europeo. Ballate serbe, greche, romene, ungheresi, bulgare, estoni eccetera, narrano di edifici nelle cui fondamenta viene murata viva una donna (spesso la moglie del Mastro, talora una vergine), un bambino o due gemelli per rendere l’opera perenne o addirittura per poter terminare la costruzione (talora ciò che viene costruito durante il giorno crolla di notte). Ci sono varianti in cui la donna accetta il suo destino, altre in cui maledice il marito oppure il palazzo/monastero/ponte; in genere la vittima ha un figlio che, restando orfano, assume attributi divini, perché condivide il destino dell’orfano primordiale che nel mito viene allevato da un animale o da un essere soprannaturale. In altre varianti si racconta anche la sorte del Mastro, che si riunisce con sua moglie tramite una morte violenta, una forma del sacrificio che gli permette di trasportarsi nello stesso piano cosmico dove lei si trova. È il caso della famosissima Ballata di Mastro Manole: il ricongiungimento tra i due sposi è possibile perché la moglie sta prolungando la propria esistenza nella pietra dell’edificio che ospita le sue spoglie mortali, e quando lui muore cadendo da un’impalcatura, dal punto in cui è caduto sgorga una sorgente, le cui acque filtrano tra le pietre. Il monastero della leggenda è quello di Argeș, in Romania; anche la Fonte di Manole esiste ancora, ed è tappa obbligata per i turisti che si recano al monastero.
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mercoledì 5 maggio 2021
venerdì 23 aprile 2021
Da donna a strega: lacrime e sangue (Pt.4)
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Sacrificio
| Marduk: "Opus Nocturne" album art, 1994 |
Finora abbiamo parlato di alcuni significati attribuiti all’atto del sacrificio, e di altri parleremo in seguito, ma credo che valga la pena guardare a questo fenomeno da un altro punto di vista. Le sue interpretazioni più diffuse, infatti, tendono a non tener conto del grande mutamento che la mentalità dell’uomo deve aver subito con il passare del tempo. Ovvero, poiché l’uomo arcaico ragionava in modo profondamente diverso da noi, anche i suoi riti dovevano avere un significato diverso da quello che hanno assunto col passare del tempo, in una fase successiva della storia umana.
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