Bentornati su The Obsidian Mirror. Riprendiamo il filo del discorso con un nuovo appuntamento della rubrica "Traditi dalla fretta", uno spazio che ormai conoscete bene e che serve a recuperare quelle segnalazioni che rischiano di perdersi nel flusso degli eventi. Sebbene in questo periodo le mie spese per i libri si siano ridotte ai minimi storici, la curiosità per le gemme del fantastico non è venuta meno. Inoltre, nonostante le tempistiche dilatate che ormai caratterizzano questa più recente stagione del blog, la carne al fuoco è sempre molta e di ottima qualità.
Iniziamo con un tuffo nella nostalgia cinematografica grazie alla Notte Horror 2026, l’iniziativa multi-blog che celebra le storiche maratone televisive di Italia 1, proponendo recensioni e approfondimenti sul cinema horror fino a metà settembre. Vi segnalo inoltre la mia recente intervista su Il Zinefilo, dove insieme a Lucius Etruscus ho ripercorso le origini del mio rapporto con la fantascienza, partendo dal terrore infantile per i dischi volanti della serie "UFO".
Il cuore di questo post è però dedicato alla carta stampata e al recupero di classici straordinari. Il nuovo numero di Zothique si tinge di giallo per celebrare Robert W. Chambers e il suo Re in Giallo, offrendo non solo approfondimenti critici ma anche tre racconti inediti in Italia che mostrano il lato più inquietante e lovecraftiano dell'autore. Altrettanto affascinante è il debutto di Onirika, una rivista che si propone come un vero viaggio nel tempo attraverso sette classici dimenticati del weird e del fantastico, spaziando da minacce tentacolari di fine Ottocento a visioni fantascientifiche apparse su Amazing Stories negli anni '30. Infine, per gli amanti del gotico più puro, segnalo la riscoperta di John Urban Nicolson con il romanzo Le Dita Gelide della Paura. Sit ratta di un'opera del 1937 che mescola con maestria vampirismo, licantropia e maledizioni ancestrali, un titolo così efficace da essere stato inserito da Karl Edward Wagner tra i migliori romanzi horror di sempre. Il sipario su Traditi dalla fretta si alza di nuovo: ecco tutto quello che dovete sapere per non smarrirvi nel buio
È tornato il più terrificante evento blogosferico dell'estate
NOTTE HORROR 2026
Anche quest'estate, come ormai è abitudine consolidata, sono tornati gli appuntamenti del martedì con la Notte Horror in versione blogosferica. SI, lo so che ne sto parlando in ritardo, quando la rassegna è ormai iniziata da più di un mese, ma visto che si andrà avanti fino a metà settembre, penso che possa andar bene lo stesso. A chi bazzica da queste parti solo da tempi recenti, posso dire che si tratta di un'iniziativa multi-blog che intende omaggiare quei meravigliosi appuntamenti che negli anni Novanta ci tenevano incollati ai teleschermi, ben sintonizzati su Italia 1. Le Notti Horror televisive, che puntualmente si ripetevano ogni martedì d'estate, proponevano lunghe maratone di filmacci horror tra i più tamarri della storia ma, nonostante questo piccolo particolare, quegli appuntamenti sono rimasti impressi nell'immaginario di un'intera generazione. Rievocare sul blog un pizzico di quel fascino perduto è cosa non da poco, ma ci proviamo e, mal che vada, potremo dire di esserci divertiti.
La formula è molto semplice: ogni martedì sera usciranno due post sui vari blog aderenti all'iniziativa. Niente free download o streaming (visto che in passato l'iniziativa è stata fraintesa), bensì semplici articoli o recensioni che dirsi voglia. Il sipario è stato alzato l'8 luglio sul blog di Cassidy, dopodiché, di martedì in martedì, due nuovi post fino alla fine dell'estate. Il mio primo contributo è uscito un circa un mese fa e un altro seguirà a settembre. Il programma ufficiale lo trovate nella side-bar qui a destra e rimarrà lì fino al termine dell'iniziativa. I link ai vari post saranno palesati di volta in volta, se avrete la pazienza di seguire la rassegna dall'inizio alla fine.
Segnalazioni, divagazioni, varie ed eventuali
FANTA-INTERVISTA SUL ZINEFILO
Altra segnalazione che giunge con notevole ritardo, questa volta solo di un paio di settimane, è quella relativa al mio passaggio su Il Zinefilo dell’amico e collega Lucius Etruscus, il più autorevole contenitore di recensioni dedicate al cinema considerato “minore”, per usare un eufemismo.
L’iniziativa etrusca nasce da una ben più autorevole (in termini di audience) iniziativa lanciata nei mesi scorsi dalla collana "Urania" Mondadori che si è proposta di festeggiare i 100 anni della nascita della fantascienza, un anniversario che, ci fa notare lo stesso Etrusco, Mondadori si è inventata di sana pianta, scambiando la nascita della rivista "Amazing Stories" con la nascita del genere narrativo.
Nonostante tutto è un buon motivo per lanciare un fanta-iniziativa che prevede, tra l'altro, una serie di interviste a blogger appartenenti alla ristretta cerchia di coloro che gravitano in questa piccola parte di universo. Una serie di domane prevalentemente orientate sulle origini del rapporto tra l’intervistato stesso e il genere, letterario ma non solo, forse più sottovalutato del pianeta.
Riporto qui si seguito l’inizio della mia intervista. Il resto, se vi interessa, dovrete andare a leggervelo su Il Zinefilo!
Q) Ricordi il momento in cui la fantascienza è entrata nella tua vita?
A) Lo ricordo perfettamente e saprei anche dirti con discreta approssimazione il periodo, per via dei tanti traslochi che i miei mi costrinsero a fare nei primi anni della mia vita. Sapendo quindi per certo che le prime immagini fantascientifiche si stamparono sulle mie retine grazie a quella specifica tivù in bianco e nero che avevamo nel salotto di quel preciso appartamento, ti posso garantire con certezza matematica che era un anno compreso tra il 1971 (anno in cui ci trasferimmo lì) e il 1975 (anno in cui ce ne andammo altrove). E infatti, controllando su Wikipedia, trovo conferma che il primo passaggio televisivo della serie “Ufo” sulla RAI risale proprio a quegli anni (1971-1973). Considerato che nel ’71 avevo solo quattro anni, non farai fatica a immaginare quale potesse essere la mia reazione al sibilo metallico di quei dannati dischi volanti. Ne ero terrorizzato. Oggi quel sibilo, che è in pratica il vero marchio di fabbrica della serie, ancora mi risuona nelle orecchie. E no, non è un problema di acufene….
Segnalazioni, divagazioni, varie ed eventuali
ZOTHIQUE #23
Zothique questa volta si tinge di giallo e torna con un numero speciale dedicato a Robert W. Chambers e al suo enigmatico capolavoro The King in Yellow (Il Re in Giallo), uno dei testi fondamentali della narrativa weird di stampo classico e fonte di ispirazione per un intero filone del cosmicismo macabro più decadente. Con un ricco apparato illustrativo, aperto dalla suggestiva copertina di Gino Carosini, troverete all’interno diversi saggi critici e completi approfondimenti sull’intera produzione fantastica di Chambers, da Il Re in Giallo in poi, insieme a una panoramica dettagliata di tutte le edizioni italiane delle sue opere.
Oltre alla parte critica e saggistica, il cuore del numero è costituito da tre racconti di Robert W. Chambers tradotti per la prima volta in Italia. Tra questi spicca “Il Terrore della Darsena”, storia dal sapore inquietante che presenta sorprendenti analogie con The Shadow over Innsmouth di Lovecraft, qui proposta nella sua versione testuale più corretta. Completa la selezione “Il caso del signor Helmer”, una raffinata meditazione soprannaturale su amore, arte e memoria, e “Il Segno di Venere”, dove un inaspettato incontro notturno si trasforma presto in una strana fantasia onirica.
Il numero viene completato da un saggio di Pat Antonini volto alla riscoperta di Richard Garnett, uno scrittore fantasy oggi dimenticato, di cui si presentano anche due suggestivi e inediti racconti weird. Chiudono quindi il volume i racconti vincitori delle edizioni 2024 e 2025 de L'Altroquando Festival, una testimonianza viva della nuova narrativa weird italiana.
La 23° uscita di "Zothique" la trovate come al solito su Amazon.
Segnalazioni, divagazioni, varie ed eventuali
LE DITA GELIDE DELLA PAURA
Un altro capolavoro dimenticato del terrore gotico americano arriva finalmente in Italia nella collana dei “Magri Notturni” della Dagon Press, a cura dello specialista Bernardo Cicchetti. Una storia sanguinaria di vampirismo, licantropia, spettri e antiche maledizioni che si risvegliano.
Negli anni della Grande Depressione americana il protagonista, Selden Seaverns, divorziato e rimasto senza un soldo, accetta l’offerta del vecchio compagno di college Ormond Ormes di catalogare l’immensa biblioteca di famiglia nella tetra dimora di Ormesby, tra le colline selvagge dei Berkshires. Un lavoro ben pagato, vitto e alloggio inclusi, che per Seaverns sembra la salvezza. Ma appena varcata la soglia della grande casa dalle innumerevoli guglie, l’atmosfera diventa opprimente. Strane ombre si muovono nei corridoi polverosi, sussurri si odono nella notte, e una misteriosa donna spettrale inizia a manifestare la sua presenza, legata in qualche modo alla bellissima sorella di Ormond, Gray, che dietro il bell’aspetto nasconde un oscuro e terribile segreto. Ma è solo l’inizio... perché, come scoprirà Seaverns, le mura di casa Ormes nascondono cose molto più pericolose di semplici presenze ectoplasmiche...
Con una prosa raffinata e un’abilità narrativa straordinaria, Nicolson mescola il gotico con l’orrore, il soprannaturale con la suspense, facendo di Le Dita Gelide della Paura un classico imperdibile per gli amanti del vero brivido. Il New York Times scrisse che il romanzo "Accumula orrore su orrore, finché non resta più un brivido nella spina dorsale del lettore", mentre il Kirkus Reviews lo sintetizza così: “esagerato ma efficace... con fantasmi e lupi mannari che si divertono in una casa nei Berkshires”.
John Urban Nicolson nacque ad Alma, in Kansas, nel 1885. Pubblicò diverse raccolte di poesie, tra cui King of the Black Isles (1924), The Sainted Courtezan (1924) e The Drums of Yle (1925), oltre a traduzioni dei Racconti di Canterbury di Chaucer e delle opere di François Villon. Il suo unico romanzo, Fingers of Fear, fu pubblicato nel 1937 ed è considerato oggi uno dei più bei romanzi horror e soprannaturali di tutti i tempi, tanto che Karl Edward Wagner lo incluse nella sua famosa lista delle migliori opere del genere. Nicolson morì di trombosi coronarica a Mason, nel New Hampshire, nel 1944.
Le Dita Gelide della Paura le trovate come al solito su Amazon.
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ONIRIKA #1
Nuova interessante rivista arriva dai tipi di Terre del Sogno Edizioni! Nel primo numero ufficiale (48 pagine in grande formato) troverete, tradotti per la prima volta in Italia, sette classici dimenticati di genere weird e fantastico. Onirika n. 1 non è una semplice antologia di storie ma un viaggio a ritroso nel tempo, fino a quell’epoca d’oro in cui la paura veniva cesellata con la cura di un artigiano e l’incubo era un’arte che si consumava al chiarore di un caminetto o al lume di una candela. Questa volta abbiamo scelto per voi sette racconti che sono dei veri e propri classici dimenticati del genere weird, horror e soprannaturale, un itinerario che converge in un’unica, potente verità: il terrore, così come il sogno, non ha un tempo!
Il viaggio inizia con “Il Terrore dello Stagno” di Alick Munro, un rarissimo racconto pubblicato in origine sul The English Illustrated Magazine dell’Agosto 1899, una storia para-lovecraftiana in cui, dietro la superficie morta e nera di un antico stagno, si cela un’orribile minaccia tentacolare...
Con” Il Gufo” di F.A.M. Webster, un racconto uscito negli anni ‘30 sulle mitiche pagine di Weird Tales, entriamo nelle terre selvagge del folklore e dell’antropologia occulta. La bellissima Alison Mercer è la promessa sposa del sinistro Simeon Stroud, un archeologo le cui spedizioni in Sudamerica hanno risvegliato qualcosa di antico e terribile. Stroud non è solo un uomo, ma l’incarnazione di un dio-uccello, un’entità che esige sacrifici e che ha imparato a indossare le fattezze umane...
“Un caldo focolare di morte” di Paul Ernst, apparso sulle pagine ingiallite di Dime Mystery, è una ghost story che vede Malcolm Slade, il protagonista, tornare dopo un litigio con la moglie nella sua fattoria in una notte gelida. Ma la casa è fredda e buia. E nel buio può accadere di tutto... anche l’impossibile!
E poi c’è l’invasione.... Sophie Wenzel Ellis, in” Il Mondo delle Ombre”, fonde la fantascienza con l’horror cosmico in un’opera visionaria che anticipa il weird moderno. In un’atmosfera vibrante di raggi ultravioletti esiste il “Popolo delle Ombre”, un’umanità alata che lotta per sopravvivere a insetti giganti e pericoli ignoti. La spedizione del Dottor Salter in questo mondo è un tuffo in un delirio di colori impossibili e dimensioni mostruose. Non per niente, questo racconto apparve nel 1932 sulle stupefacenti pagine di Amazing Stories...
“Fratello di sangue” di Charles Beaumont ci riporta a un horror più classico, dove il vampiro è spogliato del suo alone romantico e gettato nello squallido e grottesco mondo della vita moderna.
Louise Van de Verg, con “I Tre” (Weird Tales, febbraio 1929) ci trasporta invece in una dimensione più eterea e psicologica. Qui un uomo e una donna, Margaret e Frank, si perdono in una nebbia fitta e opprimente, alla ricerca di una casa che forse li sta aspettando...
Il viaggio si conclude con il lirismo cupo della poesia “Il sentiero nella palude” di Leah Bodine Drake, sempre dalle pagine immortali di Weird Tales, un breve ma intenso componimento che sintetizza l’essenza stessa dell’horror: la paura ancestrale che non ha bisogno di mostri visibili per essere reale, che alita tra le canne di una palude dove l’eco di un passato sacrificale si fa ancora sentire...
Questo numero di Onirika è una dichiarazione d’amore per la narrativa fantastica di un’epoca irripetibile. Un’epoca in cui le storie si prendevano il tempo di creare un’atmosfera, di scavare nelle paure dell’animo umano e di tingere di nero il quotidiano. Buona lettura... e se sentirete uno sguardo sulle vostre spalle, non voltatevi!
Il numero è disponibile su Amazon o si può richiedere (con le spese di spedizione con corriere gratuite) a terredelsognoedizioni@gmail.com.





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