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mercoledì 7 gennaio 2026

Traditi dalla fretta #48

Come da qualche tempo è diventa tradizione, il post di esordio del nuovo anno appartiene alla serie "Traditi dalla fretta", rubrica generalmente bimestrale (salvo mie mancanze) in cui metto ordine nella mia wish list, tra cose che ho comprato, che sto per comprare, e che probabilmente comprerò appena ne avrò modo. L'idea iniziale di questa rubrica era in realtà un filino diversa, ma non  mi dispiace che sia finita per prendere questa piega, anche perché mi sono reso conto che non c'è un modo più semplice, almeno per me, di prendere nota (e poi ricordarmene) delle letture sulle quali vorrei gettarmi il prima possibile.
Vero è anche che, come accennato nel post precedente, ho iniziato da qualche tempo a dedicarmi a letture cosiddette "classiche", andando a ripescare anche tomi di proporzioni inaudite che avevo sempre visto come ostiche e pertanto colpevolmente trascurate, me vero è anche che alternare letture di un certo tipo con altre, diciamo così, più leggere, è un buon modo per procedere spedito.
Purtroppo la Befana è ormai arrivata (e se ne pure già andata) e i miei giorni di ferie sono ormai nulla di più che un bel ricordo, portavi via definitivamente dall'epifanica strega legata ai riti pagani del raccolto (anche se alcuni si ostinano ad associarla alla più confortante ricorrenza nota come Adorazione dei Magi). Da oggi non mi resta che un paio di manciate di carbone trovate in una calza e una sequenza di brevi weekend che dovranno bastarmi fino alla prossima estate. Me ne farò una ragione. Che altro posso fare?

venerdì 3 settembre 2021

Traditi dalla fretta #26

Un altro mese di assenza assoluta dal blog, il secondo quest'anno, è ormai in archivio e non posso negare che mi abbia fatto bene. Mentre là fuori il mondo sta andando a puttane, la sola idea di mettermi davanti ad una tastiera per scrivere pagine e pagine di argomenti inessenziali mi pare una bestialità. Non so come andrà a finire ma è ovvio che presto o tardi, più presto che tardi, il blog dovrà fare i conti anche gli epocali cambiamenti che stanno scuotendo la nostra civiltà, talmente epocali che noi umili perdigiorno del web avremo bisogno di tutto il nostro tempo e di tutte le nostre energie per comprenderli e affrontarli.
Chiudere il blog è un'opzione che comincia seriamente a intravedersi all'orizzonte. Mai come ora tale possibilità era riuscita a materializzarsi come ipotesi, e addirittura oggi la sua presenza su uno dei due piatti della bilancia inizia a farsi prepotentemente sentire. Ho ancora diversi post in bozza che stanno solo aspettando il loro turno (alcuni pronti ormai da mesi), ed è abbastanza probabile che usciranno, ma una volta esauriti quelli sarà necessaria una riflessione. I prossimi mesi saranno decisivi. Nel frattempo provo ancora a illudermi di poter respirare un po' di normalità in questa dimensione virtuale, oggi più che mai rifugio da una realtà che mi terrorizza. Una nuova puntata di "Traditi dalla fretta", seppur concisa rispetto ad altre occasioni, è il miglior modo che mi viene in mente per tentare una ripartenza. 

sabato 17 aprile 2021

“Penda’s Fen”: il daimon sacro dell’ingovernabilità

>>>  Guest post di Marco Maculotti <<<
Originariamente apparso su AXIS MUNDI
15 aprile 2018

«Oh my country, I say over and over… I am one of your sons, this is true. I am. I am. Yet, how shall I show my love?» (incipit) 

Fra le punte di diamante del filone folk-horror britannico anni Settanta — talvolta considerato parte di una tetralogia ideale che comprende The Wicker Man (Anthony Shaffer/Robin Hardy, 1973) [1], Witchfinder General (Michael Reeves, 1968) e Blood on Satan’s Claw (Piers Haggard, 1970) — Penda’s Fen è uno sceneggiato televisivo scritto da David Rudkin e diretto da Alan Clarke, che venne trasmesso per la prima volta il 21 marzo 1974 all’interno della serie Play for Today, prodotta dalla BBC.
Pellicola criptica e onirica, ambientata in un’Inghilterra rurale in cui i dogmi del cristianesimo e quelli del corporativismo militare sembrano fondersi in maniera tanto innaturale quanto inevitabile, Penda’s Fen si presenta innanzitutto come un dramma della diversità vertente da una parte su un desiderio di fuga da una società che tende a soffocare il potenziale individuale dei suoi singoli figli, dall’altra da un anelito ancora più forte: la conoscenza del sé più profondo e la sua realizzazione [2]. Due aspirazioni che, come vedremo nel proseguo di questo articolo, appaiono indissolubilmente legati nel filo della narrazione. 

venerdì 19 marzo 2021

Carcosa svelata

Ciò che distingue True Detective da grandissima parte delle serie televisive si può individuare nella sua caratteristica di basarsi più sul non detto che sul detto, di sfruttare più le atmosfere create e i simbolismi sapientemente velati che non ciò che accade effettivamente, a livello di azione, nei frangenti narrativi. Se questa sua peculiarità da una parte è lodevole, proprio per la sua capacità di calare lo spettatore in una dimensione quasi a-temporale, caratterizzata dall’onirismo più bizzarro e permeata dall’azione delle ineludibili forze del destino, dall’altra rende molto complicato decifrare i suoi significati più reconditi, cosa che noi in questa sede ci proponiamo di fare. Nondimeno, se sviscerare la serie nel suo complesso può sembrare un’operazione quasi impossibile, proprio per la sua caratteristica di non dire, nessuno vieta di provare a gettare luce su alcuni elementi chiave della storia, analizzabili per esempio con gli strumenti dell’antropologia del sacro e della storia delle religioni (Marco Maculotti) 
Un tempo di lettura record quello registrato per “Carcosa svelata”. Non mi capitava ormai da anni di far fuori duecento pagine in soli due giorni senza, si badi bene, sottrarre nulla al lavoro quotidiano e senza rinunciare al cinemino in streaming serale. Al netto di tutto, l’ho iniziato e portato a termine in tre o quattro ore, con gli occhi arrossati che gridavano inutilmente un po’ di pietà.

lunedì 1 marzo 2021

Traditi dalla fretta #23

Non ero del tutto convinto di essere pronto oggi per una nuova puntata di "Traditi dalla fretta", sebbene ormai i tempi fossero maturi. Pensavo anzi alla possibilità di modificarne la formula in modo tale da rendere il tutto più efficace, ma poi, mentre mi affannavo a cercare delle soluzioni convincenti che non mi convincevano del tutto, le settimane sono passate e gli appunti raccolti per strada iniziavano a diventare di nuovo troppo numerosi. Rimanderò quindi a tempi più favorevoli i miei propositi di rivoluzione, anche perché una delle novità che andrò a presentarvi oggi, la prima in elenco per la precisione,  aveva la precedenza su qualsiasi altra questione. Non capita tutti i giorni di veder pubblicato un saggio in italiano su uno degli argomenti che hanno fatto, nel corso degli anni, la fortuna di questo blog. 
Sto parlando ovviamente degli Yellow Mythos, un percorso che sto portando avanti, tra una pausa e l'altra, navigando a vista come un dilettante. Non è certamente un dilettante Marco Maculotti, fondatore del web magazine AXIS mundi che campeggia da diversi anni nel blogroll qui a lato, e lo prova l'uscita del saggio Carcosa Svelata, nel quale il nostro si getta a capofitto nei meandri dei "miti in giallo" partendo dai simbolismi da lui scovati nella serie televisiva True Detective.
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