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lunedì 18 agosto 2014

The Man and his Bird

Regista, sceneggiatore, direttore artistico, animatore, vignettista, insegnante. Anatoly Solin (1939-2014) aveva alle spalle una carriera quarantennale eppure, nonostante ciò, di lui in rete non si trovano che poche righe: nessuna biografia, nessuna intervista, niente di niente. Solo un breve accenno ai suoi trascorsi artistici sulla wikipedia russa. Nemmeno oggi, a pochi giorni dalla sua scomparsa, troviamo un granché. Solo un telegrafico comunicato dell’agenzia Tass nel quale si mantiene il riserbo anche sulle cause della morte.
Diciamo pure che tutto ciò non mi stupisce: Anatoly Solin non è mai stato un personaggio facile, soprattutto in considerazione del fatto che i suoi lavori più significativi sono stati realizzati in un’epoca in cui il suo paese era ben attento a che nulla di ciò che accadeva oltre cortina trapelasse in Occidente. Nemmeno opere di animazione quali "Le avventure del Barone di Munchausen", "Due aceri", "Grazie, cicogna" e "Come una volpe raggiunse la lepre" riuscirono mai ad avere una benché minima visibilità. E ciò è altrettanto vero oggi, nonostante siano passati quasi vent’anni dalla disgregazione di quella che una volta si chiamava Unione Sovietica. Un gran peccato, davvero. Un peccato soprattutto perché Anatoly Solin fu amato da almeno tre generazioni di bambini.
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