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lunedì 14 ottobre 2024

La Grande Abbuffata: scorpacciate da paura (Pt.4: vampiri)

Il sangue è la vita!” (Dracula, Francis Ford Coppola) 

Abbiamo parlato di zombi e di cannibali, e va bene, ma perché inserire un capitolo anche sui vampiri? Cos’hanno a che fare tali creature con questo speciale a tema gastronomico? Purtroppo, nel lungo elenco dei disturbi alimentari tipici di quest’epoca non bisogna dimenticare quello forse più singolare. Sto parlando della cosiddetta Sindrome di Renfield (*), nota anche come ematolagnia o più comunemente come vampirismo clinico, ovvero una parafilia nella quale l'eccitazione sessuale è associata al bisogno compulsivo di ingerire sangue. Per chi ne soffre, l’ematolagnia è un’esperienza molto più profonda e intensa dell’atto sessuale, che termina nel momento dell’orgasmo. Ingerire il sangue del partner, al contrario, soddisfa il desiderio di entrare in comunione con il partner per un tempo virtualmente infinito. Il partner, attraverso il sangue, viene ingerito, posseduto, inglobato, per sigillare in questo modo un rapporto indissolubile, attraverso un meccanismo simile a quello per cui i guerrieri di un tempo ingerivano, possedevano e inglobavano i nemici vinti in battaglia per assorbirne le migliori qualità.

lunedì 30 settembre 2024

La Grande Abbuffata: scorpacciate da paura (Pt.2: cannibali)

Se lo zombi appartiene alla fantascienza e al folclore, il cannibale appartiene invece, oltre che al mito, alla storia e alla cronaca. Accanto a miti come quelli di Crono e di Medea, a fiabe su streghe antropofaghe (per esempio Hansel e Gretel), al racconto allegorico di Dante sul Conte Ugolino della Gherardesca, destinato a divorare in eterno la testa dell'arcivescovo Ruggieri, abbiamo infatti i celebri racconti del conquistatore spagnolo Cortés e dei suoi uomini sulle tradizioni cannibali che degli aztechi. Presso gli aztechi il sacrificio di esseri umani era solitamente seguito dal consumo del corpo delle vittime, spesso prigionieri di guerra o schiavi, o di alcune sue parti: i corpi venivano fatti ruzzolare giù dai gradini delle piramidi, trasportati nei templi, smembrati e suddivisi per essere divorati. Il rituale serviva a uno scopo ben preciso, doveva essere cruento e prevedeva lo spargimento di sangue, che veniva raccolto e bevuto. Naturalmente, il sacrificio di esseri umani, prima del sorgere delle religioni di stato, era praticato in gran parte del mondo, inclusi Egitto e Africa sub-sahariana, Medio Oriente, sudest asiatico, Cina, India e Europa; tuttavia, non ci sono evidenze di feste retributive in queste lande, dove i prigionieri venivano sì sacrificati ritualmente, ma raramente venivano mangiati, se non dagli iniziati ai riti misterici. 

mercoledì 17 aprile 2013

Jesús Franco (1930-2013)

C’è una ragione che non mi spiego circa la mia decisione di dedicare qualche minuto del mio tempo alla memoria di Jesús “Jess” Franco Manera, il cineasta spagnolo che solo pochi giorni fa, all’età di 82 anni, si è spento in una clinica di Malaga dove era stato ricoverato per un ictus. Non me ne spiego la ragione per via del fatto che egli non era uno di quei registi per i quali farei carte false per accaparrarmi un posto in prima fila nelle sale dove i suoi film vengono proiettati. E infatti, della sua vasta filmografia (oltre 200 lungometraggi girati in carriera) credo di aver visto solo un paio di titoli, probabilmente due film che egli stesso avrebbe definito “minori”, durante i quali non faccio fatica ad ammettere di essermi annoiato a morte. Eppure Jess Franco è universalmente riconosciuto come il maggior esponente dell’exploitation, il più rappresentativo autore di un certo tipo di horror che oggi ormai non esiste più, quello visionario, quello saturo di atmosfere gotiche e pennellato di erotismo. Un cinema realizzato con budget ridicoli, attori raccolti per strada e spesso con soluzioni che definire “alla viva il parroco” non è fuori luogo. Un cinema che, seppur perennemente criticato e condannato, seppur relegato nelle sale di periferia (spesso addirittura a quelle a luci rosse), aveva il suo stuolo di appassionati.
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