Rivisto a diversi anni dalla sua uscita, "Licantropia Evolution" (Ginger snaps) fa ancora un certo effetto. Questo piccolo film canadese del 2000 non è affatto un teen-movie, come di primo acchito si potrebbe pensare. Anch’io ho creduto questo trovando il DVD in un cestone a pochi euro, comprandolo senza troppe aspettative e approcciandolo con le stesse, minime, pretese. Bisogna dire che in tal senso il titolo non aiuta: in inglese suona bene, non si discute, ma sembra un po’ puerile e inoltre si confonde facilmente con Ginger Snaps: Unleashed, il titolo del secondo capitolo della storia datato 2003. Incredibile a dirsi, in italiano siamo riusciti a fare di peggio: Licantropia evolution non solo è anonimo, ma si confonde altrettanto facilmente con "Licantropia Apocalypse", il titolo scelto per il film successivo. Dato che una traduzione decente di Ginger snaps in italiano sarebbe stata impossibile, sarebbe forse stato il caso di lasciare i due titoli in lingua originale… Comunque se di teen-movie si tratta, lo è esclusivamente nella misura in cui i protagonisti sono tutti adolescenti e la trama associa in maniera molto originale la trasformazione in licantropo al passaggio alla pubertà della protagonista, la Ginger del titolo; siamo ben lontani dalle atmosfere ridanciane di Voglia di vincere , tanto per fare un esempio: qui la messa in scena è veramente inquietante e il sangue scorre a fiumi. Inoltre si introduce qualche elemento di novità non disprezzabile. Dimenticatevi tutti i luoghi comuni che conoscete: in questo film la licantropia non è una condizione temporanea, ma una trasformazione che diventa permanente con il sorgere della prima luna piena e che modifica la vittima non soltanto nel fisico, ma anche nell’indole. Dimenticatevi anche i proiettili d’argento: per uccidere un licantropo qui basta davvero molto poco. Inoltre lo sceneggiatore accenna ad una cura, anche se provvisoria, per la licantropia, ripresa pari pari dalle credenze popolari. Questa’idea nella filmografia licantropica ha già almeno un precedente: mi viene in mente "Il lupo mannaro di Londra" (Werewolf, 1935) in cui l’antidoto era però il fantomatico fiore Marifasa (Mariphasa lupina lumina) originario del Tibet, e probabilmente ci sono chissà quanti altri esempi che al momento non mi sovvengono. Ma come al solito ho divagato e torno quindi a Licantropia evolution…
