mercoledì 13 marzo 2013

La dama verde di Caerphilly

Ai miei lettori più attenti non sarà sicuramente sfuggito il dettaglio che Caerphilly, la location del racconto apparso qui nei giorni scorsi, era già stata citata in passato su questo blog. A beneficio di coloro che non se ne ricordano, il mio invito è quello di dare un’occhiata alle fotografie da me scattate e pubblicate, ormai più di un anno fa, nella sezione “Castelli”.
Sì, perché Caerphilly esiste davvero e così il suo castello il quale, persi i fasti del XII secolo, rimane tuttavia indiscutibilmente uno dei più affascinanti di tutta la Gran Bretagna.
Ho visitato il castello di Caerphilly nell’estate del 2010 sulle tracce della leggendaria figura della dama verde, la cui anima senza pace continua, da otto secoli a questa parte, a commuovere i suoi concittadini e ad incuriosire i viandanti. Come potevo io resistere al suo richiamo? Quelle giornate furono poche, ma intense: in una settimana percorsi circa duemila chilometri, in lungo e in largo, alla ricerca di chiese, castelli e cimiteri, tutti rigorosamente “haunted”. Detto tra noi, non è che sia molto difficile trovare un luogo in Inghilterra che non sia legato alla presenza di fantasma: c’è la strada infestata, il pub infestato e pure l’hotel infestato (leggi qui)… non saprei dire con certezza quante di queste infestazioni siano reali e quante invece siano semplici trovate pubblicitarie: sta di fatto che, nell’uno o nell’altro caso, io ne finisco inevitabilmente attratto come un orso dal miele.

venerdì 8 marzo 2013

Caerphilly Tales

Ci sono storie d’amore che durano lo spazio di un’estate e ci sono storie d’amore che durano per tutta la vita. Ce ne sono poi alcune che superano i limiti temporali imposti dalla umana condizione, e sopravvivono per secoli, se non per millenni. La storia che vi racconterò oggi è proprio una di queste: vi dirò della bella principessa Alice e del suo perduto amore, vi dirò dei loro fugaci incontri e di come cedettero alla passione, e vi dirò di come tutto questo finì nel sangue.

lunedì 4 marzo 2013

Dark Side of Aspius

Grzegorz Kmin, noto tra gli illustratori come Aspius, è uno di quegli artisti che in un modo o nell’altro non possono lasciare indifferenti. Se non mi credete sulla parola, date un’occhiata ai lavori che ho incluso qui a corredo di questo post, e a quelli molto più numerosi visibili sul suo sito personale e su siti specializzati come DeviantArt ed Epilogue.
La sua biografia non è scarna come si potrebbe pensare. Polacco di Lodz, classe 1972, appassionato di arte dark e surrealista, fan (come me) di metal, gothic eccetera, e altre amenità del genere, ha fatto suo il motto di Stanislaw Grochowiak, un poeta suo conterraneo: “I prefer ugliness, it's closer to blood circulation". Amante della pesca, ha scelto come nome d’arte il nome di un pesce…
Aspius ha due grandi passioni, la biologia e l’arte, ed è riuscito a coniugarle entrambe in uno stile personalissimo. Dopo essere finito un po’ per ripiego con lo studiare biologia, diventando neurofisiologo, con il tempo riprese in mano la sua innata passione per le belle arti, diventando un artista eclettico che ha trovato nella tecnologia digitale (leggi: Photoshop, Poser, Illustrator…) uno straordinario mezzo di espressione. Attualmente è illustratore freelance, attività cui affianca quella di fotografo. Com’è ovvio che sia, i suoi lavori su commissione sono molto differenti da quelli creati per pura passione. Se i primi sono abbastanza convenzionali, è nei secondi che si esprime il suo estro e la sua predisposizione non comune per il dettaglio e per il macabro. Questa dualità, certo comune a moltissimi artisti, è qualcosa di cui lui stesso è ben consapevole, e ben simboleggiata dai due diversi sfondi scelti per il suo sito: nero per il Dark Side e bianco per il Bright Side. Le due parti in cui è divisa la sua anima, scommetto.
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