giovedì 9 settembre 2021

Oltre il reale

Se siete giunti qui oggi con la speranza (o il timore) di trovarvi di fronte a un nuovo episodio di Orizzonti del reale ne rimarrete immediatamente delusi (o sollevati, a seconda dei punti di vista); ma non preoccupatevi, la serie di post più psichedelica del web tornerà comunque a tormentare le vostre anime prima di quanto possiate immaginare, non avendo ancora esaurita la vena creativa che la tiene in vita da quasi sei anni. Oggi parleremo invece di Oltre il reale che, nonostante la vaga similitudine nel titolo, nulla a che fare con funghi sacri, cristianesimo e sostanze psicotrope. Oltre il reale è un saggio pubblicato dai tipi di Gog Edizioni all'inizio dello scorso anno attraverso il quale un manipolo di appassionati si propone di affrontare cinque tra i più monumentali autori del fantastico del secolo scorso.
Approcciandomi a questo volume i punti di domanda che affollavano la mia testa erano numerosi. Innanzitutto volevo capire capire a quale pubblico quest'opera era rivolta. Sviscerare cinque autori di tale calibro in poco meno di duecento pagine è impresa ardua, a meno che non si stia lavorando su un antologia pensata per le scuole primarie. I nomi dei cinque saggisti coinvolti tuttavia spiazza, perché dubito che qualcuno di essi abbia, nemmeno sotto tortura, mai avuto il desiderio di fare divulgazione popolare (cosa di cui, in questo caso specifico, non si sente affatto il bisogno).

venerdì 3 settembre 2021

Traditi dalla fretta #26

Un altro mese di assenza assoluta dal blog, il secondo quest'anno, è ormai in archivio e non posso negare che mi abbia fatto bene. Mentre là fuori il mondo sta andando a puttane, la sola idea di mettermi davanti ad una tastiera per scrivere pagine e pagine di argomenti inessenziali mi pare una bestialità. Non so come andrà a finire ma è ovvio che presto o tardi, più presto che tardi, il blog dovrà fare i conti anche gli epocali cambiamenti che stanno scuotendo la nostra civiltà, talmente epocali che noi umili perdigiorno del web avremo bisogno di tutto il nostro tempo e di tutte le nostre energie per comprenderli e affrontarli.
Chiudere il blog è un'opzione che comincia seriamente a intravedersi all'orizzonte. Mai come ora tale possibilità era riuscita a materializzarsi come ipotesi, e addirittura oggi la sua presenza su uno dei due piatti della bilancia inizia a farsi prepotentemente sentire. Ho ancora diversi post in bozza che stanno solo aspettando il loro turno (alcuni pronti ormai da mesi), ed è abbastanza probabile che usciranno, ma una volta esauriti quelli sarà necessaria una riflessione. I prossimi mesi saranno decisivi. Nel frattempo provo ancora a illudermi di poter respirare un po' di normalità in questa dimensione virtuale, oggi più che mai rifugio da una realtà che mi terrorizza. Una nuova puntata di "Traditi dalla fretta", seppur concisa rispetto ad altre occasioni, è il miglior modo che mi viene in mente per tentare una ripartenza. 

martedì 3 agosto 2021

La casetta degli orrori

Anche quest'anno l'estate di Obsidian Mirror non poteva che includere un ennesimo contributo alle mitologiche Notti Horror blogghesche, che da otto anni a questa parte (praticamente un'eternità) infestano la rete, proponendo recensioni di film tamarri oltre ogni immaginazione. La formula di questa piccola rassegna itinerante, che quest'anno si spingerà fino a settembre, l'ho già raccontata più volte e non mi ripeterò. Tuttavia, a beneficio dei più giovani posso dire che si tratta di un omaggio alle altrettanto tamarre Notti Horror che noi vecchietti ci sciroppavamo sul piccolo schermo secoli fa, quando a malapena esistevano le tivù a colori. 
Ogni anno la voglia di affrontare qualcosa di serio per un po' sembra avere la meglio ma, tranne che in rare occasioni, alla fine prevale in me la tentazione di ravanare nel bidone della spazzatura e di vedere cosa salta fuori. E quest'anno credo di aver davvero ravanato parecchio, perché sono finito per inciampare in un film talmente ripugnante che, a posteriori, quasi mi pento di non avere impegnato il mio tempo in modo più saggio. 
Il titolo italiano del film praticamente dice già tutto sulla qualità che ci possiamo aspettare da questo lungometraggio horror, e ciò è un clamoroso autogol, visto che Richard Friedman, che l'aveva originariamente battezzato “Doom Asylum”, aveva perlomeno concesso agli ignari spettatori il beneficio del dubbio (dubbio destinato però a dissolversi dopo solo pochi metri di pellicola, corrispondenti a circa 3 secondi di girato). 
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