lunedì 13 maggio 2013

Il culto di Lovecraft (Pt.2)

Nell’universo letterario di Lovecraft, antichi semi-dei alieni (la cosiddetta "prole stellare di Cthulhu") scesero dalla costellazione del Cigno e presero possesso della Terra quando la vita era ancora agli albori; furono cacciati oltre la Porta quando la prima razza umana se ne impadronì e, dopo essere rimasti assopiti per milioni di anni in altri mondi o dimensioni, in epoche fuori dal tempo, cominciano a risvegliarsi e a tentare di riprendere possesso del nostro universo. Sono creature che hanno qualche vaga somiglianza con quelle che popolano il mondo acquatico (molluschi, polipi, crostacei e così via), ma la loro biologia e fisionomia non hanno nulla di terrestre. La natura in sé è corrotta e in putrefazione, e la disperazione più nera permea tutto. Le religioni umane non sono altro che pietose bugie create per occultare la vera realtà e i nostri dei non possono competere con questi mostruosi dei alieni, la cui sola menzione può scatenare la follia.
Ma che cosa ha spinto molti a considerare quanto narrato da Lovecraft non il parto di una fervidissima immaginazione, ma addirittura profezie e rivelazioni che denotano una profonda conoscenza di fatti iniziatici ed esoterici noti solo ad una ristretta cerchia di adepti?

giovedì 9 maggio 2013

Il culto di Lovecraft (Pt.1)

Finché quasi per caso non sono incappato in una notizia, una piccola curiosità per essere preciso, e non ho cercato di approfondirla, avevo solo un vago sentore che le creazioni di Howard Phillips Lovecraft nel tempo fossero diventate oggetto di un vero e proprio fenomeno di culto. Sapevo, naturalmente, che una fandome lovecraftiana esiste da decenni, ma non avevo idea della reale portata del fenomeno. Pensavo che si trattasse solo di appassionati lettori, e magari di aspiranti scrittori di genere, ma c'è ben altro.
HPL è stato fonte d’ispirazione per intere schiere di Autori e questa è cosa arcinota, così come è nota la passione che ha spinto critici e studiosi ad illustrarci il valore letterario dei suoi scritti (sebbene, spesso, più per i significati in essi rilevati che non per lo stile o la matrice narrativa dei racconti, talora definiti come abbastanza convenzionali). 
Che, però, ci fossero anche persone appartenenti a veri e propri ordini magici che basano i propri riti sui cosiddetti "miti di Cthulhu" mi ha davvero stupito. Le chiamerei sette, in effetti, se non temessi di creare la falsa impressione che si tratti di organizzazioni religiose sulla falsariga di Scientology: non lo sono.

domenica 5 maggio 2013

Hankechi

Leggere Akutagawa è come fare un tuffo nel Giappone che fu, come attraversare un portale e ritrovarsi all'improvviso in un mondo nel quale la tradizione giapponese è mostrata al suo apice, sebbene già minata da influssi esterni, in particolare da parte della civiltà occidentale.
Non a caso Ryūnosuke Akutagawa (1892-1927), pur avendo cominciato la sua carriera di narratore con opere annoverabili nel Rekishi Mono, ovvero del racconto storico (ambientato nella realtà di qualche secolo prima, nei periodi Heian ed Edo ad esempio), le arricchiva sempre di una vena irreale, definita talvolta un po' a sproposito “fantastica”, e del suo peculiare sguardo critico e pessimistico sull'arroganza dell'umana natura, finché non cominciò ad ambientare i propri racconti in un passato sempre più recente, il che gli consentiva di reinterpretare i temi cari alla tradizione in chiave moderna e, per questo, venne considerato il fondatore di un particolare filone di questo tipo di narrativa.
A lui, morto suicida a soli 35 anni dopo una vita vissuta in preda ad un'acuta crisi spirituale, fu intitolato il più prestigioso premio letterario giapponese, il Premio Akutagawa appunto. Nel corso della sua breve vita Akutagawa scrisse oltre 150 opere, di cui solo una parte è reperibile in italiano.
I suoi sono personaggi inseriti in un contesto sociale estremamente codificato, che spesso li soffoca o al quale faticano ad adeguarsi completamente. Spesso, anche se non è chiaro se per reale volontà o per adattarsi ai gusti del pubblico, egli predilesse lo stile biografico, infatti molti dei suoi racconti sono espressi sotto forma di diario, oppure come soggettiva di uno dei protagonisti o di un testimone della vicenda narrata.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...