sabato 4 aprile 2015

I corridoi della paura (Pt.2)

Come già per Polanski, i corridoi sembrano aver influenzato in buona parte quasi tutta la filmografia di Dario Argento. Ricordate il corridoio rivelatore della celeberrima scena finale di “Profondo Rosso” (1975)? E quell’altro, ancora più spaventoso, che dovette affrontare nello stesso film la scrittrice Amanda Righetti pochi istanti prima di venire assassinata? Altri corridoi furono generosamente offerti da Dario Argento nel successivo “Inferno” (1980), ricordate? Non solo tutti quegli orribili corridoi presenti nella magione newyorkese della Mater Tenebrarum, ma anche e soprattutto il corridoio dell’abitazione di Sara (Eleonora Giorgi), dove sia lei che Carlo (Gabriele Lavia) troveranno la morte in una delle scene a più alto tasso di suspense del film. 
“Le mie paure sono metafisiche, trascendentali, inspiegabili. Non sono paure concrete, reali, quotidiane, ma nascono dai miei incubi. Per questo i miei film hanno tutti una componente onirica. Mi spaventano le scale, mi atterriscano i corridoi e il pensiero che a percorrerli possano essere presenze oscure, maligne”, rivelò tempo addietro nel corso di un intervista lo stesso Dario Argento. 
I corridoi non sono quindi assolutamente un particolare lasciato al caso nel cinema del regista romano e, seguendo il suo stesso spunto, possiamo anche noi ampliare il nostro discorso alle scale, le cui caratteristiche, se vogliamo, sono ancora più sinistre di quelle dei corridoi: nelle scale l’angoscia viene amplificata dal suo andamento verticale, oltre che da quello orizzontale di cui già sappiamo.

venerdì 3 aprile 2015

I corridoi della paura (Pt.1)

The killer awoke before dawn, he put his boots on, He took a face from the ancient gallery and he walked on down the hall. He went into the room where his sister lived, and, then he paid a visit to his brother, and then he walked on down the hall, and he came to a door, and he looked inside. (The End - J.D.Morrison).
Il corridoio è un luogo che racchiude in sé tutti gli elementi di cui abbiamo più terrore. Provate a pensarci un attimo. Cos’è un corridoio? Un luogo, innanzitutto, solitamente buio. Che si trovi in casa piuttosto che in una cantina o in un solaio, oppure in una scuola o in un edificio pubblico, il corridoio è l’ambiente di solito meno illuminato. Nei corridoi, le luci sono sovente temporizzate: le accendi e dopo qualche istante, senza preavviso alcuno, esse si spengono, lasciandoti improvvisamente indifeso, in balia di chissà quali pericoli. L’incertezza, a sua volta, è perfettamente rappresentata dal corridoio, la paura anche inconscia per un percorso che si deve intraprendere, per una strada che si deve in qualche modo percorrere per poter ottenere il premio finale, che si trova invariabilmente all’estremo opposto. In psicologia, non sono un esperto ma non faccio fatica a sostenerlo, il corridoio rappresenta la paura della crescita, la paura di non essere in grado di portare a termine i propri compiti. Quali e quanti pericoli si celano nei corridoi? Pensate a tutte le porte che si aprono su di esso. Dietro ciascuna di quelle porte potrebbe esserci qualcosa, qualcuno pronto ad interrompere il nostro avanzare, degli ostacoli imprevisti che ci bloccano, che magari ci fanno del male.

mercoledì 1 aprile 2015

Attraverso corridoi sussurranti

Esattamente un anno fa, il primo giorno di aprile, partiva uno dei progetti più intensi e complessi della storia di questo blog: lo speciale dedicato a “Phantasm”, la saga horror del regista americano Don Coscarelli. Fu letteralmente una gara da centometrista. Avendo deciso solo all’ultimo istante di mettere in pratica l’idea che mi stava frullando per la testa, in un batter d’occhio mi ritrovai a dover scrivere freneticamente un post dopo l’altro con la testa già rivolta al post successivo. Per me, abituato a prendermela comoda nelle questioni di blogging, fu un’impresa da capogiro. Rischiai più di una volta di soccombere, ma alla fine riuscii a portare a termine l’impresa, dicendo tutto quello che avevo da dire e avanzando anche qualche giorno sul finale per godermi lo spettacolo. Ne venni fuori stremato ma felice e, ancora oggi, ricordo quei giorni con malcelata nostalgia. Perché quindi non ritentare l’impresa, mi sono chiesto? Il mese di aprile sta arrivando (è ormai arrivato) e quale migliore occasione se non questa per farlo? Tra l’altro fu proprio nell’aprile di quattro anni fa che questo spazio aprì i battenti e si affacciò sul web, e come già in passato ebbi a dire preferisco offrire ai miei lettori qualcosa di alternativo al solito post con le candeline (oltre al fatto che, come avete appena visto, il sottoscritto preferisce di gran lunga festeggiare direttamente i “centenari”). Quel “qualcosa di alternativo” è uno speciale che inizia oggi e avrà termine l’ultimo giorno del mese. L’argomento, come non avrete certamente mancato di notare, è annunciato in pompa magna dal nuovo header, posizionato là in cima, che sostituirà quello tradizionale per i prossimi trenta giorni. Vi invito pertanto ad entrare, senza altro indugio, nel meraviglioso mondo dei corridoi sussurranti!
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