“Le mie paure sono metafisiche, trascendentali, inspiegabili. Non sono paure concrete, reali, quotidiane, ma nascono dai miei incubi. Per questo i miei film hanno tutti una componente onirica. Mi spaventano le scale, mi atterriscano i corridoi e il pensiero che a percorrerli possano essere presenze oscure, maligne”, rivelò tempo addietro nel corso di un intervista lo stesso Dario Argento.
I corridoi non sono quindi assolutamente un particolare lasciato al caso nel cinema del regista romano e, seguendo il suo stesso spunto, possiamo anche noi ampliare il nostro discorso alle scale, le cui caratteristiche, se vogliamo, sono ancora più sinistre di quelle dei corridoi: nelle scale l’angoscia viene amplificata dal suo andamento verticale, oltre che da quello orizzontale di cui già sappiamo.


