Abbiamo sempre sospettato che dietro le più antiche leggende si nasconda un frammento di verità: Malpertuis cela un segreto e il suo nome evoca il male sotto forma di quello che non dovrebbe più camminare sulla terra. Nella casa dell’ignoto, all’apparenza un’antica e rispettabile dimora delle Fiandre, si intreccia la storia di un gruppo di personaggi che non sono quello che sembrano e che incarnano forze primigenie. Uno dei miti immemorabili dell’umanità sta prendendo forma e sembianze di nuovo…
Non sempre facile da seguire, specialmente per un lettore distratto che potrebbe farsi sconfortare dalla particolare tecnica con la quale l'autore belga sembra volerlo confondere sin dalle prime pagine, questo breve romanzo di Jean Ray è il libro che più di ogni altro si è fatto attendere dalla mia pur sempre accogliente libreria.
Erano anni che lo tenevo d'occhio, decenni addirittura. Più o meno lo osservavo, anche inconsciamente, da quando divenne irreperibile, ovvero una volta esaurita l'ultima edizione italiana risalente all’ormai remoto 1990.
Il mercato dell'usato, a cui spesso attingo, non mi è mai venuto veramente incontro. Le offerte non sono mai scese a un livello accettabile e tuttora, mentre molte edicole ancora espongono l'edizione 2016 di Malpertuis a una manciata di euro, i prezzi dell'usato si mantengono elevatissimi, sforando quasi sempre la fatidica soglia dei cento euro.
D'altra parte questo è un po' il comun denominatore di tutta la produzione di Jean Ray, uno degli autori storicamente più ignorati dall'editoria italiana. Se non fosse per la Hypnos, che pochi anni fa si è presa la briga di ristampare due raccolte di suoi racconti (Il gran notturno, subito esaurito, e I racconti del whisky, recentemente andato in ristampa), credo che ben pochi nel nostro paese, me compreso, potrebbero dire di conoscere davvero il suo nome. Oggi dobbiamo ringraziare invece Mondadori e la sua leggendaria collana Urania (qui nella sua declinazione horror) se le cigolanti porte della dimora nota come Malpertuis si sono riaperte al pubblico italiano.
domenica 22 gennaio 2017
lunedì 16 gennaio 2017
Atheling: un nuovo tassello
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James Blish,
William Laughlin,
Yellow Mythos
La stessa nostra storia è eterna, Jason, più vecchia della Bibbia, più antica dell'epopea di Gilgamesh. Voi, gli Atheling, così come molte famiglie prima di voi, l'avete nel vostro sangue. E noi saremo sempre lì, saremo negli angoli più nascosti della vostra mente, recitando le parti che ci furono assegnate, gli Antichi, Camilla, Cassilda, lo Straniero, la Maschera Pallida e, naturalmente, il Re in Giallo. [...] La mia stirpe esiste da secoli; e da secoli è sopravvissuta. Una volta ero esattamente come te, Jason, un comune essere umano, ma poi li ho incontrati, sono morto e sono risorto in Hastur."
Molto tempo è trascorso da quando lo speciale sugli Yellow Mythos ha fatto la sua apparizione su questo blog. Chi già allora mi seguiva, probabilmente si è dimenticato molte cose (io stesso sono dovuto andarmi a rileggere alcuni passaggi); chi invece si è unito a questo blog solo di recente si starà chiedendo di cosa accidenti si stia parlando. A questi ultimi posso consigliare di entrare dalla porta principale, iniziando dalla pagina statica dedicata. A chi invece già c'era credo possa bastare un piccolo riassunto delle puntate precedenti.
martedì 10 gennaio 2017
MMXVII, Overture
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Comunicazioni di servizio
Cari amici vicini e lontani, buon anno! Mi riaffaccio nella blogosfera quando ormai gennaio è a metà del suo corso o quasi, come del resto è mia abitudine. Non posso dire di essermi riposato molto durante queste feste, ma ora che Natale è passato e siamo nell’anno nuovo ho l’illusoria sensazione che l’inverno stia anch’esso per finire e che con esso le prospettive della mia vita si passano colorare dei colori della primavera. Ma torniamo a noi, perché è tempo di bilanci e buoni propositi, anche se all’acqua di rose. Più che classifiche ed elenchi, aspettatevi qualche pensiero sparso sul mio 2016 e sul mio 2017.
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