Nella seconda parte del romanzo il Regno del sogno comincia a sgretolarsi, implodendo in un processo di decadimento così rapido che, più che del sovrannaturale, ha dell'apocalittico; questo mentre le ultime illusioni circa la vera natura del Regno del sogno vengono a cadere e un ricco fabbricante di carne in scatola americano, Ercole Bell, si scontra con Patera.
Era un oceano di sangue che si estendeva laggiù, fin dove spaziava il mio sguardo. I flutti purpurei e bollenti salivano sempre più in alto, i miei piedi erano lambiti dalla spuma rosata della risacca. Un sentore nauseabondo mi penetrò il naso. Il mare rosso si ritirò e imputridì davanti ai miei occhi; il sangue divenne sempre più denso, più scuro, più nero, con dei riflessi, ogni tanto, che avevano tutti i colori dell’arcobaleno. Più volte il liquido denso si aprì, rendendo visibile il fondo di quel mare, che era ricoperto di un limo molle ed esalava miasmi pestilenziali. Patera e l’americano si attanagliarono in una massa informe: l’americano era divenuto ormai un corpo solo con Patera. Un corpo mastodontico che era impossibile abbracciare con lo sguardo e che si rotolava in tutte le direzioni. Quell’essere senza forma possedeva la natura di un Proteo: sulla sua superficie si formavano milioni di piccoli volti cangianti, che parlavano, cantavano e gridavano tutti insieme e poi si disfacevano.


