Il futuro, che era tornato nell’ormai lontana primavera del 2012, se ne è andato solo pochi giorni fa. La notizia è passata quasi in sordina nel marasma di notizie terribili che hanno avuto luogo in questo inizio di gennaio ma, per coloro che seguivano la blogzine “Il futuro è tornato” (e sono sicuro che molti tra i lettori di questo blog sono tra quelli), la chiusura di uno degli spazi sci-fi più vitali del web è stata la prima vera brutta notizia del 2015.
Questo breve post era necessario. In qualche angolo remoto dentro di me sentivo che non potevo lasciare andare la cosa senza una parola. Anche se sono passati ormai diversi giorni, sento che devo in qualche modo chiudere il cerchio, mettere anche qui la parola fine a questa avventura, una parola che era davvero l’ultima tra le parole che avrei voluto spendere per IFET. Non ci sono in verità grosse cose da dire. Bastano le parole spese da Angelo Benuzzi nel suo ultimo post, nel quale riferisce che IFET era “nata con degli scopi e questi scopi non sono stati raggiunti” e che “date le condizioni generali del settore di riferimento ci siamo detti che non era il caso di proseguire oltre”. Sono parole che lasciano un bel po’ di amaro in bocca, parole che dicono tutto senza dire niente.
Questo breve post era necessario. In qualche angolo remoto dentro di me sentivo che non potevo lasciare andare la cosa senza una parola. Anche se sono passati ormai diversi giorni, sento che devo in qualche modo chiudere il cerchio, mettere anche qui la parola fine a questa avventura, una parola che era davvero l’ultima tra le parole che avrei voluto spendere per IFET. Non ci sono in verità grosse cose da dire. Bastano le parole spese da Angelo Benuzzi nel suo ultimo post, nel quale riferisce che IFET era “nata con degli scopi e questi scopi non sono stati raggiunti” e che “date le condizioni generali del settore di riferimento ci siamo detti che non era il caso di proseguire oltre”. Sono parole che lasciano un bel po’ di amaro in bocca, parole che dicono tutto senza dire niente.