lunedì 15 ottobre 2018

L’impero italiano dei sensi (Pt.1)

Mentre sul blog del collega e amico Ivano Landi entra ormai nel vivo lo Speciale "Pleasure of Pain II", sequel dell'omonima serie andata in onda qui lo scorso mese di maggio, ne approfittiamo per uscire con quello che in gergo dovrebbe chiamarsi "spin-off", ovvero un articolo che avrebbe tecnicamente qualcosa a che fare con il suo ispiratore ma che nella sostanza vive di vita propria. 
Oltre ad potersi considerare uno spin-off, ciò che mi auguro inizierete a leggere tra pochi istanti potrebbe anche rientrare esso stesso sotto la definizione di sequel, avendo già proposto un tema simile proprio nel corso dello Speciale già citato.
A conti infatti, in realtà, "L'impero italiano dei sensi" è molto più di un articolo derivativo: è un lungo excursus (talmente lungo che l'ho dovuto spezzare in tre parti) sulle vicende al limite del paradossale che uno dei film più importanti del panorama erotico di tutti i tempi ha dovuto affrontare per entrare nel nostro scalcinato paese. 
Ma non sarò io a parlarvene: per l'occasione lascio salire su questo palcoscenico, mentre io mi defilo dalla porta sul retro, uno tra i blogger più abili a scavare nel torbido della settima arte. Signore e signori, lasciate che vi introduca il mitico Lucius Etruscus, per un giorno svestito degli usuali panni di investigatore bibliofilo. A te il microfono, Lucius!

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mercoledì 10 ottobre 2018

Ipnagogica

Partiamo subito dal titolo: "Ipnagogica". Bello, eh? Ma cosa diavolo significa? Questa parola, ammettiamolo, non è proprio di uso comune, anche se è probabile che ognuno di noi prima o poi l'abbia sentita pronunciare.
La definizione più comune è quella psicologica, composizione del prefisso ipno- (dal dio greco del sonno Hypnos) con il termine greco ἀγωγός (che conduce).
Secondo l'enciclopedia Treccani la fase ipnagogica è infatti "quella fase di sonnolenza che precede l’addormentamento", fase che si contrappone a quella ipnopompica (legata al risveglio). Viene subito da pensare, mal celando un sorriso, che un libro il cui titolo invia riferimenti così diretti alla sonnolenza non possa essere che mortalmente noioso. Ma, tranquilli, non è così; sono solo io ad essere un pelino malizioso.
"La fase ipnagogica  - prosegue la Treccani -  è caratterizzata da un particolare stato fluttuante della coscienza e dal carattere vago e sfumato dei pensieri, durante la quale possono prodursi fenomeni a tipo di illusioni o di allucinazioni", insistendo tra l'altro sulle loro caratteristiche generalmente terrificanti. Sarà perché di solito io mi addormento di schianto, ma non credo di aver mai avuto un'esperienza del genere. Posso forse ritenermi fortunato, non lo so, ma leggendo un po' qua e là in giro per il web si direbbe che tutti, almeno una volta nella vita, finiscano per sperimentare questo fenomeno. Evidentemente la mia "volta nella vita" deve ancora arrivare; oppure è già arrivata, ma ha trovato in me un soggetto poco adatto.

venerdì 5 ottobre 2018

Traditi dalla fretta #9

Non era previsto un nuovo appuntamento con Traditi dalla fretta così presto. Anche perché poi va a finire che parlare di periodicità di una rubrica che fa capolino sul blog a intervalli completamente casuali non avrebbe più senso. Mi accorgo invece che ci sono alcune cose che è il caso di segnalare prima che il tempo trascorra, le scavalchi e le renda obsolete.
Il mese di settembre è passato rapidamente, come se la sua pagina di calendario fosse stata strappata via da mani ignote mentre io mi trastullavo in questa coda estiva che sembrava non finire mai. Troppo bello per essere vero, mi dico adesso.
Lasciatoci alle spalle anche l'inestinguibile caso di Kenneka Jenkins, che ha praticamente monopolizzato il blog come solo pochi argomenti in passato hanno saputo fare, torniamo con i piedi per terra e proviamo a dare un'occhiata a tutte le cose che avevo lasciato in sospeso.
Sono tantissime le rubriche iniziate e mai portate avanti (o portate avanti a intervalli vergognosi).
Mi chiedo a volte se non sia il caso di alzare bandiera bianca e dichiarare alcuni progetti conclusi con un fallimento... ma poi mi dico che la voglia di ritornare su di essi potrebbe riproporsi senza preavviso in chi scrive, come è stato per Obsploitation, e allora lascio perdere e che vada come deve andare. In fondo c'è sempre tempo per mettere la parole fine alle cose, no?
Oggi, invece di parlare di progetti interrotti e abbandonati, sono qui per parlare di un particolare progetto che si sta risvegliando dal suo torpore per ritornare prepotentemente a galla. Il merito è tutto del collega blogger Ivano Landi che ha voluto rilanciare sul suo blog lo speciale che avevamo proposto qui nello scorso mese di maggio. Immagino ve lo ricordiate, no? Ebbene, a quattro mesi di distanza si torna a parlare di...
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