Sono appena riemerso dalla lettura di “L’urlo” (The Shout) (sono almeno alla quinta o sesta in una decina
d’anni: è un testo molto breve) come si riaffiora dopo un’immersione prolungata, o come una foglia che
ripiombi a terra dopo essere stata a lungo in balia del vento. E già le mie dita cercano la tastiera, perché
voglio fissare le mie impressioni prima che svaniscano, frastornato da quello che forse è poco più che un
gioco letterario e tuttavia è pieno di suggestioni, e che mescola il sogno e l’inconscio, ma anche immagini,
oggetti e parole ricorrenti.
L’Autore di questo racconto, Robert Graves (ovvero Robert von Ranke Graves, 1895 – 1985), professore
e poeta inglese, fu anche un apprezzato saggista e un romanziere. Alla sua attività di saggista ho già
accennato in passato (per esempio, qui e qui), e certo ne
avrei parlato ancora, se una certa serie di post non si fosse arenata nelle sabbie mobili della mia mancanza
di tempo e d’ispirazione; stavolta mi dedico invece a una sua opera di narrativa (che è anche l’unica
incursione nel fantastico di una carriera in prosa che conta quasi solo romanzi storici), e alla trasposizione
per il cinema che ne è stata tratta.
venerdì 18 aprile 2025
venerdì 11 aprile 2025
Eat the Schoolgirl
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Torna dopo una lunghissima assenza un nuovo appuntamento con la famigerata
rubrica Obsploitation Extreme, un agghiacciante spazio dedicato a recensioni di film destinati ai
soli titolari di stomaci d’acciaio. Da non confondere con la rubrica quasi gemella “Obsploitation
Vomit”, che ne è la variante più malsana, “Obsploitation Extreme” ha ospitato in passato cosettine
leggere come "A serbian film" (per citare uno dei titoli più famosi) e varie forme di marciume ero-
guru.
È proprio verso quel tipo di marciume che ci dirigiamo oggi, con l’intento di capire se c’è un
limite al peggio oppure se il peggio deve ancora arrivare. Ma partiamo dal regista.
Il regista è nientemeno che Naoyuki Tomomatsu, autore di quel “Rape Zombie: Lust of the Dead”
che abbiamo recensito a fine marzo proprio qui sul blog.
Avevo accennato, in quell’articolo, al fatto
che mi sarebbe piaciuto parlare un giorno anche dei suoi titoli più famosi, per cui mi sono detto
“perché non farlo subito?” Mi sono quindi messo a spulciare nella sua filmografia alla ricerca di
qualcosa su cui provare a imbastire un articolo decente, quando l’occhio mi è caduto
malignamente su uno dei primissimi titoli della sua produzione. E quella è stata la mossa che ha
svoltato, almeno per oggi, il destino del blog.
venerdì 4 aprile 2025
Traditi dalla fretta #45
Siamo già arrivati ad aprile, le giornate scorrono rapidamente come non mai e il freddo ha ormai lasciato spazio libero ai primi piacevoli tepori. Anni fa il mese di aprile era dedicato alla pubblicazione di uno speciale cinematografico per festeggiare in un modo originale il compleanno del blog, ma non sempre gli impegni della vita reale me ne hanno concesso l'opportunità e questo è appunto uno di quegli anni in cui non sono riuscito ad arrivare puntuale con l'appuntamento più importante dei "The Obsidian Mirror". Pazienza. Riuscirò magari a fare qualcosa di non troppo complicato più avanti, magari a giugno, più probabilmente a luglio o, se va male, il prossimo autunno. Per il momento continuiamo con una programmazione pressoché casuale, fatta di piccoli episodi che ricalcano le mie letture o le mie serate davanti a uno schermo. A proposito di compleanno: quest'anno siamo giunti a spegnere la quattordicesima candelina. Un'enormità se consideriamo che la vita media di un blog, anche negli anni in cui il blogging contava qualcosa, inizia la sua discesa verso l'abbandono dopo solo un paio di anni. Il prossimo anno saranno quindici e mi assumo sin d'ora l'impegno di festeggiare alla grande. All'orizzonte si intravede anche il post numero 1000 (altra ottima occasione per brindare), ma vista la frequenza di pubblicazione che sto mantenendo dovrei riuscire ad arrivarci, se tutto va come deve andare, attorno a Natale 2026.
Ripartiamo oggi con un nuovo episodio di "Traditi dalla fretta", il quarantacinquesimo della serie, che arriva un pelino in ritardo rispetto alla sua normale cadenza. E chissà se un giorno avrò un centesimo episodio da festeggiare. Non sarebbe male, visto che ogni occasione per alzare un calice, per quanto mi riguarda, è sempre la benvenuta.
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