mercoledì 26 agosto 2020

Orizzonti del reale (Pt.24)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Con le mie divagazioni e con la chiusa dello scorso post devo aver dato l’impressione che non ci sia più un granché da dire a proposito di “The Politics of Ecstasy”, ma in realtà non è così. Diciamo che pagina dopo pagina il libro diventa più scorrevole e dà l’occasione per fare qualche altra riflessione, il che richiederà il ricollegarsi (di nuovo) ad altri scritti di Leary. È il caso delle due interviste riportate nei capitoli 7 e 11, rilasciate nel 1966 a Playboy e al Realist e pubblicate nelle rispettive edizioni di settembre. 
A mio parere sono entrambe interessanti ma la prima delle due, per due motivi, è anche molto controversa. Il primo motivo riguarda il punto dove Leary definisce l’LSD, oltre che una sorta di panacea per impotenza e frigidità, una cura per l’omosessualità, all’apparenza basandosi su quanto detto da Allen Ginsberg a proposito del fatto di aver cambiato orientamento sessuale dopo aver preso a fare sedute regolari di LSD. Un’affermazione che resta lì, come incisa sulla pietra, ma che ebbe modo di rimangiarsi qualche anno più tardi. Prendiamo ad esempio ciò che scrisse, nel 1988, in “Musings on Human Metamorphoses”:

giovedì 20 agosto 2020

Insumasu o ouu Kage

In occasione del 130° anniversario della nascita del Gentiluomo di Providence, colui che come nessun altro riesce a rendere insonni le mie notti da trent'anni a questa parte, il blog solleva la serranda e apre ufficialmente il programma della nuova stagione.
Migliaia, come minimo, saranno i blog che oggi faranno lo stesso in tutto il mondo, dai blog specializzati nella letteratura fantastica ai blog generalisti, a conferma che l'eredità culturale che Howard Phillips Lovecraft, pace all'anima sua, ha lasciato alle nuove generazioni è immensa. 
Non credo serva spendere troppe parole sul personaggio, considerato che, oggi più che mai, la sua opera è divenuta oggetto di venerazione. E non credo nemmeno di sbagliami troppo se affermo che almeno uno dei suoi racconti sia presente nelle case di tutti, spesso in posizione strategica. Occorre però forse ricordare che quello sconosciuto gentiluomo del New England morì in solitudine, senza un soldo e quasi completamente ignorato dai suoi contemporanei. Ma erano evidentemente altri tempi, e il mondo allora non era ancora pronto a sopportare la sua particolare concezione dell'orrore, orrore che oggi amiamo definire "cosmico", non tanto perché caratterizzato da un intero pantheon di creature divine o semi-divine (terrestri, extraterrestri o extra-dimensionali) che regolano il suo universo fantastico, quanto per il carattere "universale" delle sue visioni.

martedì 21 luglio 2020

Gutterballs

Ogni estate, in questo periodo, arriva il momento di razzolare in fondo a un barile per vedere di recuperare qualche idea decente per la rassegna "Notte Horror", la più longeva iniziativa blogghesca che, ormai da sette anni a questa parte, infesta i palcoscenici virtuali di una ventina di blog qua intorno. 
Un manipolo di scappati di casa, ogni martedì sera, razzola nello stesso contenitore con risultati alterni, spostando l'attenzione ora su un film cult anni Settanta, ora su una tamarrata anni Ottanta. 
The Obsidian Mirror quest'anno cerca di sorpassare tutti da destra pescando qualcosa che va ben oltre la tamarrata fine a se stessa, e lo fa con la serenità di chi è consapevole che, per quanto ripugnante possa essere un film, ce ne sarà sempre uno, da qualche parte, che lo sarà di più.
Usare l'aggettivo ripugnante per “Gutterballs” (Canada, 2008) non è in realtà corretto: sarebbe stato molto più onesto da parte mia definirlo semplicemente "osceno" (scegliete voi quale sfumatura dare al termine), il che, a conti fatti, potrebbe essere stata effettivamente l'intenzione di Ryan Nicholson, specialista in make-up ed effetti speciali per produzioni anche importanti (“Final Destination”, “The Chronicles of Riddick”) ma con il pallino del cinema estremo, con il quale si è dilettato, nelle vesti di regista, fino alla sua prematura scomparsa, avvenuta solo pochi mesi fa alla risibile età di 47 anni.
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