lunedì 20 maggio 2024

La Grande Abbuffata: sul cibo e sui canoni di bellezza moderni

Qualche volta il rifiuto del cibo non è sintomo del male di vivere, ma una conseguenza del cercare di adeguarsi a tutti i costi a dei canoni di bellezza che qualcun altro ha deciso per noi. Imporre dei modelli estetici spesso irraggiungibili è uno dei modi tramite i quali non il singolo, stavolta, ma la società intera esercita il controllo. Una società surrettiziamente impersonata da un apparato economico che crea i nostri bisogni e ci indica la maniera per soddisfarli, passando sempre e comunque per il corpo della donna: anche il mondo maschile ha i suoi canoni di bellezza, ma sono un po’ meno stringenti. Non sto dicendo che per un uomo brutto la vita sia tutta rose e fiori, ma credo di essere obiettivo se affermo che alcuni traguardi che per la donna dipendono in primis dalla sua avvenenza sono più facilmente abbordabili da un uomo a prescindere dal suo aspetto fisico (per esempio in ambito lavorativo). 
Le protagoniste di “H2Odio” (2006) di Alex Infascelli sono donne e sono convinto che la stessa storia incentrata su degli uomini non avrebbe funzionato altrettanto bene, anzi non avrebbe funzionato affatto, mancando delle premesse psicologiche per rendere tutto plausibile. Perché una cosa va detta: pur con i suoi numerosi difetti, il film riesce a mio parere a suscitare un reale senso di disagio, e se anche non intendeva trasmettere chissà quale messaggio o insegnamento, questo ci arriva ugualmente. 

venerdì 17 maggio 2024

Fuori speciale: fino a che punto ti spingeresti per sembrare giovane?

“Fuori speciale” è una serie di articoli che vengono scritti di getto nel periodo di pubblicazione dello speciale “La grande abbuffata”. Pur non essendone parte integrante, ciò che viene qui trattato ruota intorno all’argomento principale senza spezzarne il filo logico. Si tratta, in estrema sintesi, di piccoli approfondimenti che non hanno trovato posto nella struttura principale. “Fuori speciale”, in uscita tutti i venerdì, non è una lettura necessaria alla comprensione degli articoli de “La grande abbuffata” (che usciranno invece il lunedì), è viceversa una lettura che può essere ignorata o rimandata, a vostro piacimento. 

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Nel corso dello speciale che viaggia parallelo a questi brevi intermezzi, abbiamo avuto e avremo modo di entrare nel fenomeno che vede il corpo come oggetto di un’ossessione. Secondo la definizione comune, per ossessione si intende quel fenomeno patologico che si manifesta con la presenza, persistente o periodica, di una rappresentazione mentale, un impulso, un affetto, che la volontà non riesce a eliminare, e che risulta accompagnata da un sentimento sgradevole di ansia paragonabile a quello di una minaccia incombente. In pratica è un fenomeno psicologico del tutto incoerente con la ragione o la logica.

lunedì 13 maggio 2024

La Grande Abbuffata: sugli aspetti psicologici e relazionali (Pt.2)

Come “301, 302”, anche “La vegetariana” (Lim Woo-Seong, 2009), tratto dall'omonimo libro di Han Kang, narra di una donna che rifiuta il cibo e (sarà un caso) anche questo film arriva dalla Corea. Ne avevo già parlato in passato, anticipando per forza di cose anche gran parte della trama, ma soltanto la lettura del romanzo avvenuta a posteriori mi ha permesso una visuale completa della storia così come la sua autrice l’aveva concepita in origine. 
La vita di Yeong-Hye, stravolta da un sogno, è l’odissea di una persona il cui rifiuto del cibo simboleggia quello delle costrizioni sociali, della famiglia e infine di se stessa in quanto essere umano, fatto di carne e sangue, così lontana dalla purezza placida e indifferente del mondo vegetale: Yeong-Hye finirà per essere rifiutata a sua volta, riuscendo a mantenere un flebile legame umano solo col cognato, un legame che però è al limite dell’abuso. Anche in questo caso non può esserci un lieto fine, non come noi ce l’immaginiamo (“e vissero felici e contenti...”). 
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