martedì 1 maggio 2018

Il piacere della sofferenza

Shiny shiny, shiny boots of leather / whiplash girlchild in the dark / Comes in bells, your servant, don’t forsake him / strike, dear mistress, and cure his heart / Downy sins of streetlight fancies / chase the costumes she shall wear / Ermine furs adorn imperious / Severin, Severin awaits you there. (Velvet Underground)

E così pare che anche questa volta ce l'abbiamo fatta, vero? Intendo dire che per il quinto anno consecutivo il primo giorno di un mese di primavera coincide con la partenza dello "speciale" più atteso dai lettori di Obsidian Mirror. Chi avrebbe mai detto che quell'iniziativa, a suo tempo ideata per festeggiare il terzo compleanno del blog (e che avrebbe potuto, o dovuto, rimanere un'esperienza unica), si sarebbe nel tempo trasformata in un appuntamento fisso, praticamente irrinunciabile?
Quest'anno il blog, nello spegnere la sua settima candelina, prova a fare qualcosa di diverso e, se avete letto quel post che tempo addietro lo annunciava, avrete già capito a cosa mi riferisco. E no, non sto parlando del fatto di essere partito con un mese di ritardo. Andiamo comunque con ordine.

Nelle mie intenzioni, lo speciale di aprile (che a questo punto possiamo iniziare a chiamare "di primavera") doveva riunire due di quelle che sono le mie più grandi passioni, ovvero il cinema e l’horror... e così, nel 2014 questo blog si era occupato della saga di Phantasm del regista Don Coscarelli, purtroppo celebre solo entro un ristretto numero di appassionati; nel 2015 aveva affrontato i film coreani della serie Whispering Corridors, uniti dal filo conduttore del corridoio, indubbiamente uno dei più disturbanti topos del cinema di paura; nel 2016 era poi passato alla famosissima, e a questo punto direi pure inflazionatissima, saga giapponese di Ring, con il suo pozzo-icona e l'agghiacciante figura di Sadako. Uno speciale, quello di Ring, che in un certo senso aveva rappresentato una svolta, sia per l'insperato successo di visite sia per la sua complessità, avendo infine monopolizzato il blog per due interi mesi. Infine, esattamente un anno fa, sul blog era stata la volta dello speciale tailandese, incentrato non su una specifica saga cinematografica, bensì sul folclore di un intero paese.

Dopo tre consecutivi anni spesi nel lontano oriente era quindi il caso di rientrare, per questo quinto appuntamento, in territori più familiari e quale migliore occasione se non quella del trentesimo anniversario dell'uscita nelle sale italiane di Hellraiser? Un titolo che, oggi possiamo affermarlo senza timore di esserne smentiti, contiene due degli elementi più riconoscibili della cinematografia horror di tutti i tempi: il cubo di Lemarchand, che permette il passaggio tra l’Inferno e la Terra, e la figura del suppliziante Pinhead, grottesco e agghiacciante demone con la testa offesa da un numero impressionante di chiodi. Una vera icona pop del sadomasochismo.

Vuoi partecipare?
Il blog, come scrivevo poc'anzi, prova quest'anno a fare qualcosa di diverso (Mater artium necessitas, ovvero La necessità aguzza l'ingegno, come recita un vecchio proverbio): trovandomi di fronte a varie difficoltà personali che inevitabilmente hanno sottratto tempo a questa mia piccola passione digitale, avevo pensato bene di chiedere soccorso agli amici blogger che più spesso transitano da queste parti, chiedendo loro di contribuire alla realizzazione di uno speciale che altrimenti non avrebbe mai visto la luce. Il risultato, in termini di risposta, è stato superiore alle mie più rosee aspettative e potrete rendervene conto direttamente nei prossimi giorni quando, uno dopo l’altro, i vari contributi verranno pubblicati.
Ovviamente non avrei mai potuto chiedere a tutti di diventare improvvisamente fan del franchise cinematografico in oggetto, visto che stiamo parlando di una decina di film qualitativamente piuttosto scarsi e (direi piuttosto generosamente) dal quarto capitolo in avanti, pure in caduta libera anche dal punto di vista della sopportabilità. E quindi? Quindi, l’idea è stata quella di invitare i partecipanti a concentrarsi su uno dei temi principali offerti da Hellraiser: la ricerca della sofferenza e il piacere che da questa deriva.

Il ventaglio di possibilità che di conseguenza si è aperto di fronte al foglio bianco di ciascuno dei redattori è diventato praticamente infinito e il risultato complessivo, che andrete via via a scoprire nei prossimi giorni (e per tutto il mese di maggio), sarà quantomeno ampio ed eterogeneo. Il mio compito, come promesso in fase di pianificazione, sarà quello di limitare al massimo tale eterogeneità, al fine di offrire, per quanto possibile, un “final product” che non dia l’impressione di essere un caleidoscopio di singolarità, bensì un vero speciale, scritto in concerto da mani e teste perfettamente sincronizzate.

Altra considerazione importante, che ha pesato parecchio nella scelta della direzione infine presa, è derivata dall’enorme offerta di articoli apparsi nella blogosfera in coincidenza con il trentennale di Hellraiser: numerosi appassionati hanno giustamente celebrato l’avvenimento con una montagna di recensioni, revisioni critiche e approfondimenti sull’aspetto prettamente cinematografico della questione. Era obbligatorio, in un mercato così concorrenziale, intraprendere una strada alternativa.
Detto fatto. Lo speciale “Hellraiser: il piacere della sofferenza” non sarà uno speciale che ruota attorno al mondo di Hellraiser, ma sarà quest’ultimo a ruotare attorno – tra l’altro seguendo un’orbita piuttosto ampia – al tema perverso del masochismo, ovvero a quella deviazione, solitamente di carattere sessuale, in cui un soggetto accetta, o più spesso cerca, la sofferenza fisica e psicologica come mezzo per raggiungere il piacere.

Lo speciale di quest’anno cercherà di tracciare un ritratto il più possibile completo del fenomeno che fu caro a Sigmund Freud (1905, Tre saggi sulla teoria sessuale) e che fu ispirato dal famoso trattato di Kraft-Ebing (1886, Psychotapia Sexualis), pur non limitandosi al lato scientifico e storico della questione: ci sarà spazio, nei prossimi giorni, per alcuni esempi legati all’arte (il cinema e la musica, in primo luogo) così come ci sarà spazio per una rapida escursione in ambito antropologico.

Anche se non centrale, l’opera dello scrittore britannico Clive Barker, quella che diede appunto vita alla saga di Hellraiser, sarà in ogni caso la pietra angolare di questo speciale, quella che, idealmente, proverà a sorreggere tutta la costruzione. In fondo come potrebbe essere centrale la ricerca del piacere nella sofferenza in un romanzo che si basa su... un grosso equivoco?

- "Ora ti chiediamo ancora una volta: che cosa vuoi?" 
- "Piacere", disse. "Kircker mi ha detto che voi la sapete lunga sul piacere.” 
- "Oh, sì,” gli rispose il primo. “Tutto quello che puoi aver mai desiderato. [...] Questo mondo… ti delude?” 
- "Molto.” Rispose. 
- "Non sei il primo a esserti stancato delle sue meschinità. [...] Alcuni hanno osato ricorrere alla Configurazione di Lemarchand. Uomini come te, ansiosi di investigare nuove possibilità, che avevano sentito delle nostre possibilità sconosciute nel vostro mondo. [...] Noi comprendiamo in lungo e in largo la natura della tua smania. Ci è del tutto familiare.” 
- “Siete in grado di fornirmi quel piacere?” 
- “Non come lo intendi tu,” gli rispose. Frank fece per replicare, ma la creatura sollevò una mano per zittirlo. 
- “Ci sono condizioni delle terminazioni nervose” spiegò, “cui la tua immaginazione, per quanto infervorata, non potrebbe mai arrivare. [...] Le tue perversioni più esaltanti sono giochi da bambini a confronto con le esperienze che offriamo noi.” 
- “Vuoi partecipare?” chiese il secondo Suppliziante. Frank guardò le sue ferite, gli uncini. Di nuovo la lingua non poté muoversi “Vuoi?” 
- “Mostratemi,” disse. 
- “Non c’è ritorno. Lo capisci questo?” 
- “Mostratemi.” 
Non ebbero bisogno di altre esortazioni per sollevare il sipario...

=====     =====     =====     =====     =====

E nemmeno noi abbiamo bisogno di altre esortazioni per sollevare il sipario. Lo speciale che inizia oggi proseguirà ad un ritmo davvero frenetico, tanto che chi vorrà seguirlo "in diretta" non potrà distrarsi nemmeno per un attimo. 
Questo piccolo spazio, che senza troppa fantasia ho voluto chiamare "La voce di Ossidiana", apparirà saltuariamente in calce agli articoli dei numerosi redattori che si alterneranno nel corso del mese; l'unico scopo di questa piccola "invasione di campo " è quello di creare un raccordo tra i vari articoli (un po' come facevano quelle due paginette "extra" inserite tra un racconto e l'altro nei Classici di Walt Disney). Non so se ne sarò all'altezza ma farò del mio meglio. 
Ma basta con le ciance! La cerimonia di apertura termina qui e la responsabilità dello speciale ora passa nelle mani di un vero "pezzo da novanta" del web, uno dei blogger più amati dell'universo e dintorni (uno che, tra l'altro, festeggia il suo compleanno proprio oggi... Auguri!). Chi mai sarà? Lo scoprirete tra quarantotto ore con il primo episodio di "Pleasure of Pain"!

25 commenti:

  1. Risposte
    1. Tu in particolare non dovrai aspettare parecchio, lo sai...

      Elimina
  2. Aspettare l'inizio di questo speciale è stato un dolore delizioso :-P
    Si parte con lo spam...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa volta l'attesa è stata più lunga che mai, ma alla fine pare che ce l'abbiamo fatta!

      Elimina
  3. Non vedo l'ora, sto solo aspettando l'inizio dello speciale! ;-) Cheers

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, tecnicamente è già iniziato...

      Elimina
  4. La mia esperienza con Hellraiser era troppo poco approfondita per permettermi di arrivarci da solo, ma ora vedo chiaramente che anche la storia che ho raccontato io si basa sullo stesso equivoco. Non c'è che da sostituire lo specchio al cubo e l'estratto di dialogo che hai presentato qui potrebbe benissimo stare di là.
    Appuntamento, allora, tra quarantotto ore, con l'intervento del "misterioso" blogger nato il primo maggio ;-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @ Ivano Landi
      E chi sarà mai questo misterioso blogger? :D

      Elimina
    2. Chi lo sa? E' un vero "mystero nocturno", ahahahah!

      Elimina
    3. Credo che siano on pochi, a parte l'Etrusco, ad avere una conoscenza approfondita di Hellraiser. Anche per questo la deviazione che abbiamo preso era inevitabile.
      Dello specchio protagonista del tuo articolo conosco solo ciò che mi hai passato in anteprima, ma non stento a crederti.
      Nuovamente buon compleanno al blogger mascherato!

      Elimina
  5. Grande! mi spiace comunque non aver partecipato, ma seguirò tutto e tutti con grande piacere ;)

    RispondiElimina
  6. Eccomi sintonizzato! Tirate fuori il peggio... Pardon, meglio della saga. ;-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuto Zio Portillo! Non cambiare canale, eh!?!?

      Elimina
  7. Oooh bene, non vedevo l'ora! Sia perché ci sono anch'io, sia perché non so cos'hanno scritto gli altri e lo voglio scoprire!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il bello sarà proprio scoprire cosa hanno fato esattamente gli altri. Ecco il perché di tutta quella segretezza!

      Elimina
  8. Mi ero perso il primo post di questa bella iniziativa. Io sono uno di quelli che hanno già scritto di Hellraiser in onore del trentennale (due articoli addirittura) quindi seguirò questo speciale con piacere!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho avuto già modo di leggere i vostro post del trentennale. A questo punto però pensavo che voi ne aveste avuto già abbastanza...

      Elimina
  9. Devo ringraziare Ivano Landi che a ritroso , commentando sul suo blog o il tuo e lui era ospite .
    Bhe grazie perché mi ha fatto conoscere questo tributo a più voci a un film che sicuramente mi è piaciuto , soprattutto i primi tre capitoli e che considero un piccolissimo gioiello fra gli horror che preferisco.
    L’ho sempre considerato molto Pop come film.
    Non particolarmente difficile da interpretare che , un film da prendere a “dosi massicce “ che scorre velocemente come un lungo videoclip musicale.
    Son curioso di cominciare questo viaggio dentro i vostri contributi .
    Massimiliano

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Max e benvenuto sul blog di ossidiana! Un "lungo videoclip musicale" è la definizione giusta e, sul fatto che i primi tre capitoli siano gli unici da considerare, non posso che darti ragione.

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...